Un centro culturale multimediale di duemila metri quadrati: con un mediateca, una piazza dedicata al cinema dove si terranno spettacoli e proiezioni di film e tuttintorno un bosco di oltre mille metri quadrati. Questagorà, dotata di una tecnologia allavanguardia e realizzata con soluzioni architettoniche innovative, nascerà a piazza Elsa Morante a Laurentino 38. Proprio in un quartiere dove la storia e laggressiva urbanizzazione degli anni '70 hanno contribuito a creare quellimmagine di periferia malfamata. Una zona che dopo labbattimento dei ponti vive una rinascita culturale. Partono oggi i lavori per realizzare questo progetto messo a punto dallassessorato alle Periferie del Comune. Un intervento da due milioni e mezzo di euro che provengono da fondi della Regione Lazio. Un anno e mezzo è il tempo previsto per chiudere il cantiere e aprire il centro ai cittadini. "I progetti che stiamo sviluppando si basano sullidea di proporre una reale alternativa ai centri commerciali nelle periferie - spiega Dante Pomponi, assessore comunale alle Politiche per le Periferie, lo Sviluppo locale e il Lavoro - che con le loro piazze interne sono diventati luoghi di coesione sociale". La struttura sarà collegata con percorso pedonale allincubatore dimpresa che sarà insediato al Ponte 8. Unattenzione particolare sarà invece dedicata allarte contemporanea: con una galleria costruita con spazi porticati e altri coperti dove artisti emergenti o già affermati potranno esporre le proprie opere. E ancora un teatro da 200 posti e una ludoteca di trecento metri quadrati per bambini e ragazzi dai 3 a 17 anni. Gli spazi saranno collegati tra loro da un sistema di piazze che avrà il suo fulcro in unarea dedicata al cinema. Una sorta di arena allaperto dove saranno proiettati film, si esibiranno le compagnie teatrali e si terranno particolari rassegne cinematografiche. Lidea è quella di affidare alle associazioni locali la manutenzione del verde e dei vari punti ristoro. "Lobiettivo" conclude Pomponi "è quello di portare i centri culturali nelle zone limitrofe che possano proporre un modello di cultura diverso e creare dei luoghi dove si possa costruire la socialità. Credo che gli eventi e le mostre che si fanno al centro di Roma possano trovare posto anche in periferia".