Il proprietario delle anfore sequestrate: la mia collezione? Vale 300 euro ------------------------------------------- LIVORNO. «Ma quali vasi villanoviani ed etruschi: quello che la polizia chiama tesoro sono trenta pezzi comprati nei negozi di souvenir di un valore totale di neanche 300 euro!». Il proprietario delle anfore antiche, sequestrate venerdì mattina dalla polizia, a stento trattiene il riso nel raccontare una vicenda che, a suo avviso, ha i tratti di un megamalinteso. "Malinteso" che ha portato alla denuncia per ricettazione della moglie del collezionista, G.R., 46 anni, proprietaria dell'appartamento dove gli oggetti erano custoditi. «Altro che museo in casa, la verità è che sono un appassionato e mi piace andare in giro a caccia di antichità, che però sono copie - dice il cinquantenne, Massimo, che ironizza - Ma se avessi un tesoro in casa, mi alzerei ogni mattina alle 6 per andare a lavoro?». Facciamo un passo indietro. Venerdì mattina all'alba i poliziotti si sono presentati nella casa, in via Maestri del Lavoro, dove si trovavano anfore, monete e altri oggetti considerati preziosi. Gli agenti, muniti di mandato di perquisizione, già conoscevano l'appartamento per un precedente intervento di dicembre. La moglie del collezionista, infatti, aveva chiamato il 113 perché credeva che nel suo appartamento ci fossero dei ladri. I poliziotti delle Volanti erano arrivati così nella casa per un controllo e, una volta entrati, avevano notato tutti quei preziosi esposti in una vetrina. Ai loro occhi, si trattava di una collezione dal valore inestimabile: avevano quindi chiesto alla donna delle spiegazioni, che, tuttavia, non erano state soddisfacenti. Così, in base a quanto appreso, era partito tutto l'iter degli accertamenti e era stata anche sensibilizzata la Sovrintendenza ai Beni culturali di Firenze: dalle verifiche era emerso che la livornese non aveva l'autorizzazione necessaria per tenere in casa dei simili beni. Per questo è stata denunciata per ricettazione. Inoltre, erano scattati perquisizione e poi sequestro. E in questi giorni, sono in corso verifiche per valutare l'autenticità dei beni. Tuttavia, al collezionista tutta questa storia non va giù. «È possibile vedersi piombare alle 6.40 un folto gruppo di poliziotti, che battono con forza la porta e che sequestrano degli oggetti che hanno un valore dai 13 ai 19 euro? Mia moglie, denunciata, s'è anche arrabbiata - si chiede Massimo - La mia bambina di 9 anni, non sapendo cosa fosse accaduto, s'è messa a piangere. Io in quel momento non c'ero, ma sono subito tornato indietro, e ho cercato di spiegare agli agenti che, lavorando sulle navi, mi muovo molto e, avendo la passione per l'archeologia, dedico il mio tempo libero alla ricerca di souvenir. Quegli oggetti l'ho comprati a Volterra, Siena, Civitavecchia, Pompei e così via, su molti c'erano persino i marchi col prezzo». Quest'ultimo particolare, secondo la polizia, non è indicativo, in quanto accade spesso che i collezionisti appongano finti prezzi per dimostrare lo scarso valore di oggetti in realtà preziosi. Massimo spiega che ha impiegato dieci anni a metter su la sua collezione, che comprende anche delle monete. «Alcune fanno parte di una collezione Parmalat, altre l'ho pagate sui 2-4 euro comprandole sul web, ho anche le ricevute - dice il 50enne - Ma valeva la pena scomodare magistratura e Belle arti per una cosa così banale? - si chiede l'imprenditore - mi toccherà anche pagare l'avvocato...». Un particolare: «Qualcuno ha detto che tra quelle anfore c'era la famosa "Ombra della sera", che ha un valore inestimabile: io l'ho pagata 6 euro».
LIVORNO - Macché tesoro etrusco, sono souvenir
La polizia ha sequestrato 30 anfore antiche e altri oggetti da un appartamento di Livorno, accusando il proprietario, Massimo, di ricettazione. La moglie di Massimo, G.R., era stata denunciata per aver nascosto oggetti preziosi in casa. I poliziotti avevano notato la collezione in una vetrina e avevano chiesto spiegazioni a G.R., che non aveva fornito risposte soddisfacenti. La Sovrintendenza ai Beni culturali di Firenze ha confermato che G.R. non aveva l'autorizzazione per tenere in casa oggetti culturali. I beni sono stati sequestrati e sono in corso le verifiche per valutare la loro autenticità.
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