«Non ci convince - sostiene l'Udc - la risposta del dirigente del dipartimento Opere Pubbliche del Comune, architetto Marilena Terreri, tendente a minimizzare l'accaduto con il rischio che il danno sia destinato a peggiorare col tempo se non si capisce cosa sia successo veramente». Il partito della Vela ha chiesto l'urgente convocazione della commissione dei capigruppo con la presenza dei tre direttori dei lavori incaricati dal Comune, accompagnati da una relazione scritta sull'accaduto. E va giù duro il capogruppo di Rifondazione comunista, Delio Fantasia, per il quale i lavori in piazza della Vittoria, costati circa due milioni di euro «sono solo la punta di un iceberg di un dipartimento, quelle delle Opere Pubbliche, che rappresenta il punto più basso della gestione amministrativa a Formia, con decine di milioni di euro di residui attivi inutilizzati (cioè opere pubbliche già finanziate e incomplete, o mai iniziate), 89 progetti di Prusst presentati e non ancora portati a termine, otto milioni di euro per i collettori fognari che giacciono da anni nei cassetti del Comune e ritardi e incongruenze della rotatoria dei carabinieri». L'assessore alla Manutenzione urbana Vincenzo Treglia difende invece l'operato del Comune sostenendo che a suggerire i lavori in quel modo in piazza Vittoria è stata la Soprintendenza archeologica. Siamo, dunque, allo scaricabarile? Meglio chiarire tutto al più presto. S.Gio.
Il cedimento di un tratto di piazza della Vittoria resta nell'occhio del ciclone a Formia.
Il partito della Vela ha chiesto l'urgente convocazione della commissione dei capigruppo per discutere della risposta del dirigente del dipartimento Opere Pubbliche del Comune, architetto Marilena Terreri, che ha minimizzato l'accaduto con il rischio che il danno sia destinato a peggiorare col tempo. Il capogruppo di Rifondazione comunista, Delio Fantasia, ha criticato il dipartimento delle Opere Pubbliche, che rappresenta il punto più basso della gestione amministrativa a Formia, con decine di milioni di euro di residui attivi inutilizzati.
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