Venezia Un'indagine conoscitiva sul ponte di Calatrava. L'ha avviata il procuratore aggiunto di Venezia, Carlo Mastelloni, per verificare le procedure adottate e accertare la sussistenza di eventuali illeciti di natura penale nell'iter, in apparenza senza fine, per la realizzazione dell'opera pubblica commissionata dal Comune di Venezia. Il magistrato ha disposto l'acquisizione dei progetti tecnici relativi al quarto ponte sul Canal Grande, ideato dall'architetto catalano Santiago Calatrava, in fase di costruzione tra piazzale Roma e la stazione ferroviaria, i cui lavori si sarebbero dovuti concludere nel 2004 e, invece, continuano a trascinarsi senza date certe, con una lievitazione consistente di costi. Ad occuparsi dell'acquisizione documentale sono stati gli agenti della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Venezia. Quella penale è la seconda inchiesta su quello che è stato ironicamente definito il "ponte più lungo del mondo", con riferimento ai tempi di realizzazione dell'opera, iniziata dall'allora sindaco Paolo Costa. Nel 2005, infatti, un primo fascicolo è stato aperto dalla procura regionale della Corte dei conti, con l'obiettivo di verificare una ipotesi di danno erariale, in relazione al consistente incremento dei costi. Il procuratore regionale Carmine Scarano dispose una consulenza tecnica che ha evidenziato carenze nel progetto esecutivo, nel capitolato d'appalto e nella validazione progettuale. E ancora la sottovalutazione di alcuni problemi pratici, tra cui gli aspetti archeologici che potevano insorgere durante gli scavi, e le questioni relative alla statica dei componenti di acciaio. L'inchiesta non si è ancora chiusa: il magistrato attende, probabilmente, la conclusione dell'opera per quantificare con esattezza l'aggravio dei costi e l'eventuale danno erariale da contestare a tecnici ed amministratori pubblici. Del quarto ponte sul Canal Grande aveva iniziato a parlare il sindaco Massimo Cacciari nel lontano 1996, presentando il progetto di Calatrava, costo previsto 4 miliardi di vecchie lire. Nel settembre del 2000 il Comune di Venezia, allora retto da Paolo Costa, annunciò l'esistenza del progetto definitivo: «Per il Redentore del 2002 Venezia avrà il suo ponte». In realtà l'opera fu appaltata soltanto nel 2002 per tre milioni e 876mila 488 euro e un tempo di realizzazione di 456 giorni. Oggi si parla di una cifra ipotetica di circa 16 milioni di euro, a seguito della richiesta presentata da una delle imprese, la ditta Cignoni di Lendinara, la quale pretende il pagamento di 4 milioni in più rispetto al previsto. In questi anni i problemi sono stati svariati, e la questione rischierebbe di far sorridere se non si trattasse di soldi pubblici, ovvero di tutti i cittadini, ai quali contemporaneamente si chiede di pagare tasse sempre più salate per coprire i costi dell'amministrazione comunale. Il problema che ha provocato il ritardo più consistente riguarda l'acciaio con cui sono realizzate le strutture del ponte, nonché il tipo di saldature, questione per la quale è stato avviato un contenzioso tra la Cignoni e la Lorenzon Techmec di Noventa di Piave, la società di carpenterie metalliche che ha costruito i conci di acciaio.Lo scorso agosto, dopo continui rinvii, finalmente il ponte di Calatrava è stato assemblato, a conclusione di uno scenograficoviaggio lungo il Canal Grande, con passaggio millimetrico sotto il ponte di Rialto. Ma l'inaugurazione dell'opera continua inspiegabilmente ad essere rinviata.