NIZZA. INTERPELLANZA DELL'OPPOSIZIONE «Dove sono finiti gli antichi coppi del Foro boario?». Se lo chiedono i consiglieri di minoranza Pietro Lovisolo, Gabriele Andreetta, Marco Caligaris e Carlo Lacqua («Nizza Nuova»), a pochi giorni dalla conclusione del rifacimento del tetto dell'Ala di piazza Garibaldi. Il dubbio che le vecchie tegole siano state sostituite da nuove diventa anche oggetto di un'interpellanza, in cui i quattro dell'opposizione chiedono «se l'edificio sia sottoposto a vincolo dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e quali siano i criteri per cui sia stata scelta una copertura con coppi visibilmente diversi dagli originali». L'interrogazione sarà all'ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, ma la replica del sindaco Maurizio Carcione non si fa attendere: «I coppi non sono stati sostituiti - garantisce il primo cittadino - sono gli stessi di cent'anni fa: solo sono stati puliti e restaurati. Alla minoranza consiglio di informarsi prima di parlare e firmare delle interrogazioni». La polemica però, va ben oltre il tetto e investe anche il futuro utilizzo del Foro. Dopo il restauro, sempre secondo la minoranza, il rischio è che «l'Ala rimanga una bella scatola vuota». «Lo sbaglio - accusa Caligaris - è aver chiuso la struttura con le vetrate. Si poteva restaurare ma lasciandolo aperte in modo da poterlo utilizzare per le bancarelle del mercatino dell'antiquariato, per la fiera del bestiame e per le tante altre iniziative di Nizza. Cosa ce ne faremo di una sala congressi con tante belle sedie?». Ricorda il consigliere di minoranza: «Avevamo proposto di fare lì la sede del Museo del Gusto, invece che a Palazzo Crova: nessuno ci ha ascoltati. E poi si potevano usare un po' di soldi per restaurare anche gli altri due edifici fatiscenti della piazza: la casetta della Pro loco e i bagni pubblici». Per il sindaco, il «cosa fare» del Foro si deciderà solo dopo la fine del restauro, verso fine primavera: «Stiamo ragionando su quale sarà il futuro uso dell'Ala - annuncia - per ora, siamo orgogliosi di aver realizzato un sogno della città: dare nuova vita al simbolo di Nizza». Il «nuovo» Foro, progettato dagli architetti Laura Secco e Ezio Bardini, e dell'ingegnere Giorgio Colletti, sarà diviso in due ali (una per i congressi, l'altra per le manifestazioni) e una stanza per l'ufficio turistico. In tutto mille metri quadri coperti con 40 grandi arcate in muratura, chiuse da vetrate. Il restauro è costato un milione 154 mila euro, di cui 864 mila finanziati dalla Regione, 75 mila dalla Fondazione Cr Asti e 215 mila dal Comune.fine: FAMMUS
NIZZA "Dove sono finiti gli antichi coppi del Foro boario?"
A Nizza, i consiglieri di minoranza hanno presentato un'interpellanza sul rifacimento del tetto dell'Ala di piazza Garibaldi, chiedendo se le vecchie tegole siano state sostituite da nuove. Il sindaco Maurizio Carcione ha risposto che i coppi non sono stati sostituiti, ma solo puliti e restaurati. La polemica però va oltre il tetto e investe anche il futuro utilizzo del Foro. I consiglieri di minoranza hanno accusato il sindaco di aver chiuso la struttura con le vetrate, rendendola inutilizzabile. Il sindaco ha promesso di decidere il futuro utilizzo del Foro dopo la fine del restauro, verso fine primavera.
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