Il Museo ferroviario ligure, che ha sede ad Arma, resta dov'è: tutelato dalla Soprintendenza. Non solo. Sono vincolati anche tutti i fabbricati lungo l'ex linea ferroviaria ora annessi ad Area 24. Lo sostiene il presidente del Museo ferroviario ligure, Domenico Calogero. Entro oggi i locali occupati dal Museo, nell'ex stazione di Arma, avrebbero dovuto essere lasciati liberi. Invece tutti i cimeli, i macchinari, le attrezzature, i documenti, i libri, le foto e i filmati sono rimasti al loro posto. «La Soprintendenza ai beni archeologici della Liguria - sostiene il presidente Calogero - attesta che l'intero sedime del tratto dell'ex linea ferroviaria, oggetto di trasferimento ad Area 24, insieme con tutti i fabbricati ferroviari, risultano vincolati, cioè sono beni culturali. Anche le cose mobili di interesse culturale contenute in questi edifici sono oggetto di tutela, in particolare da parte della Soprintendenza al patrimonio storico, artistico e antropologico». Domenico Calogero stende un ringraziamento a un privato che si era adoperato a favore del Museo, Claudio Mazza, armese in passato già protagonista di altre battaglie civiche. E c'è di più. Ancora il presidente del Museo ferroviario ligure: «La Soprintendenza precisa che a oggi non è stato espresso alcun benestare scritto per lo smantellamento del Museo ferroviario ligure. Alla luce di ciò il Museo continua senza indugio a far valere le finalità dell'Associazione: divulgare gratuitamente storia e cultura ferroviaria». C'è stata forse una «dimenticanza» di Area 24 che nel nell'interessare tutti gli enti che avevano competenze in merito al rifacimento dell'ex sedime avrebbe ignorato la Soprintendenza? M. C.