MONCALIERI Un affresco medievale sovrasta l'imponente portone in legno. Simboleggia una croce e un sudario. Attorno un'iscrizione latina: «Confraternitas Sancte Crucis et Confalonis». E' da qui, dal vecchio palazzo del 1400, nel cuore del centro storico di Moncalieri, che prende il nome l'ospedale Santa Croce. Dalla confraternita dei cavalieri che custodiva questo luogo di passaggio, dove un tempo sorgeva una delle porte della città. Una tappa sulla via per Roma, tra nord e sud. Un ricovero per pellegrini, un ospedale per curare i bisognosi. Oggi rappresenta uno dei palazzi più suggestivi di Moncalieri, per lo più semi sconosciuto, che ha bisogno di cure urgenti. L'Arciconfraternita di Santa Croce, proprietaria del palazzo e della chiesa omonima, sta curando con la Soprintendenza di Torino un progetto globale di restauro, con la collaborazione dello studio di architettura Bellei. «Con un piano stralcio accordato dalla Soprintendenza - spiega Piero Lanza, presidente dell'Arciconfraternita - abbiamo ottenuto il permesso di restaurare il tetto, le cui condizioni sembrano preoccupanti. Un'opera comunque importante, per la quale abbiamo previsto una spesa di circa 200 mila euro». Il vecchio «Spedale di Santa Croce» è uno stabile residenziale, con inquilini ai piani superiori, un'attività artigianale e una galleria d'arte. Negli archivi della Confraternita sono conservati documenti del '500 che testimoniano l'attività dell'ospedale, e la sua importanza per la città. Un patrimonio documentale tramandato nei secoli dai custodi del palazzo e della chiesa, costruita verso la fine del 1600, sull'altro lato della via omonima. «La nostra è una confraternita laica, che nemmeno le leggi napoleoniche riuscirono a smantellare», dice Piero Lanza, da 15 anni presidente di «Santa Croce», ex amministratore comunale. Oggi l'Arciconfraternita è impegnata in una doppia missione: raccogliere fondi per restaurare i due edifici storici. «I lavori nella chiesa sono a buon punto, stiamo lavorando al recupero degli affreschi. Finora abbiamo speso circa 300 mila euro. Per il restauro complessivo dell'ospedale invece occorreranno fondi ingenti». Gli interventi più urgenti riguardano il tetto, che sarà rimosso e sostituito mantenendo l'aspetto originario. Uno degli obiettivi futuri, il recupero del cortile interno. Un gioiello di architettura medievale, dove potranno essere ricavati spazi per attività sociali e culturali.