Siamo quasi in dirittura di arrivo. A breve, sarà completato l'iter autorizzativo e potrà avere inizio la costruzione del grande "bombolone" di Porto Empedocle. Parlo del rigassificatore che dovrebbe essere costruito presso la ex area industriale. Un sito nell'area della Valle dei Templi. "In una campagna d'olivi saraceni affacciata agli orli di un altipiano d'argille azzurre sul mare africano" come la definiva Pirandello, che aveva la sua casa natia a pochi chilometri. Dovremmo essere contenti. Settanta posti di lavoro in più in una terra assetata di lavoro come quella del porto agrigentino dovrebbero rendere soddisfatti tanti, Ed in realtà tanti lo sono mentre la maggior parte, come capita spesso da queste parti, sono indifferenti. Ma facciamo un riepilogo dello stato dei fatti. L'Italia è un Paese che ha bisogno di non essere dipendente esclusivamente dal gas algerino, tunisino, o russo. E' estremamente pericoloso, come si è visto l'inverno scorso, essere dipendenti dalle bizze russe che chiudono i loro tubi quando lo credono opportuno. Dovrebbero localizzarsi in tante parti d'Italia: Livorno, Trieste, Brindisi, Taranto..e due in Sicilia a Priolo e Porto Empedocle. Si tratta di grandi bomboloni di gas in parte interrati,- per dieci metri, quello previsto ad Agrigento, fuori dalla superficie- , con un grande camino che brucerà le scorie di gas emettendo una fiamma perenne. In tali depositi le navi gasiere trasporteranno il gas liquido che con un processo di riscaldamento ,effettuato con l'acqua del mare, ritornerà allo stato gassoso per poi essere immesso nelle condotte di trasporto via tubi Nessuno li vuole vicino a casa propria secondo la sindrome NIMBY (Not in My Back Yard). Ma dove andrebbero costruiti se ci fosse un calcolo esclusivamente economico. La risposta la dà il responsabile di Nomisma Energia ,Dr Tabarelli, vicino ai mercati di consumo. E quindi nel Centro Nord, considerato che la Sicilia importa il 70 del gas italiano e ne consuma una percentuale minima. Ed allora? Allora il problema è che non li vuole nessuno ed allora si portano dove la reazione della gente è minore. Poco importa se siamo a due passi dalla Valle dei templi e se i profumi della Kolimbetra ( giardino nella Valle dei Templi in gestione al Fai) saranno mischiati alla puzza del gas che brucia . Il messaggio al presidente della Regione Cuffaro di impedire lo scempio della presidente del Fai, la nobildonna Crespi, rimane inascoltato. Quello del rappresentante dell'Unesco, professore Pugliesi? Roba da ecologisti senza il senso delle cose. Di fronte agli interessi enormi che ci sono dietro il rigassificatore si cammina come carri armati, abbattendo tutto. Ma in ogni caso il problema rimane. Se nessuno li vuole che si fa? A Livorno la proposta era di costruirli off shore cioè a dieci chilometri dalla costa. Ma non è bastato. Lì vi è una opposizione netta e alcune volte inspiegabile. Noi pensiamo invece che i rigassificatori vadano costruiti, anche in Sicilia , ma certamente non nella Valle dei Templi. Le ragioni ? lo sviluppo!! Quando si hanno mille e quattrocento ettari di parco , praticamente intatto ed.inutilizzato. Fa impressione vedere quanta gente lo visita. Un fiume di denaro che passa da Agrigento e che non si ferma per l'insipienza degli amministratori del parco, della città, della regione, c'e n'è per tutti di responsabilità. Ed invece si è disponibili, per 70 posti di lavoro, ad intercettare il fiume di fuoco, che arriva con migliaia di navi gasiere, per servire un'Italia che vuole l'energia ma non l'impianto. E tutto mentre un fiume d'oro attraversa la loro terra senza che lasci una pepita per le migliaia di giovani che sono costretti ad andare a trovare lavoro altrove, magari dopo aver studiato per formarsi ed avere speso i soldi della regione oltre che della famiglia. Pronti per essere usati dalle economie più vivaci. Mentre nell'area si lasciano inutilizzati il mare , il sole africano. i sapori, gli odori e le loro capacità di lavoro. E il Paese nel DPEF prevede di impiegare risorse per bonificare i siti industriali compromessi.