Per Lucca e l'Offizio chiedono i bonus come quelli consentiti per le abitazioni in pianura L'idea è semplice: si devono ripopolare le colline lucchesi. Per farlo servono incentivi. E il primo è la possibilità di ampliare le case. La lista civica Per Lucca (che esprime il vicesindaco Giovanni Pierami) e l'Offizio delle colline lucchesi lanciano la proposta: il Comune deve concedere il bonus (il regalo) di volume anche alle abitazioni (più o meno diroccate) che si trovano in collina. Non c'è alcuna intenzione speculativa in questa proposta, assicurano Roberto Dolce di Per Lucca e il geometra Giampiero Natalini, presidente dell'Offizio: solo la possibilità per le famiglie di allargare le proprie abitazioni, come avviene giù al piano. Oggi questi ampliamenti - fino a 160 metri cubi (circa 55 metri quadri) - non sono più possibili. Non lo consente più una determina del dirigente del settore urbanistica che a dicembre ha recepito i nuovi limiti contenuti nel regolamento di attuazione della legge regionale sulle aree agricole. Ma la disposizione non piace a Natalini e Dolce: «Una delle ragioni per cui le famiglie negli anni hanno abbandonato le colline - sostengono - è stata proprio l'impossibilità di ampliare le case per i propri figli. Se, invece, il Comune garantisse un bonus volumetrico le famiglie potrebbero ampliare gli edifici esistenti e restare o tornare in collina». Questo rimedio - secondo Per Lucca e l'Offizio - dovrebbe non solo frenare l'abbandono delle colline, ma anche incentivare il ritorno di chi se n'è andato. E con il ripopolamento - dicono Dolce e Natalini - tornerebbe anche la vigilanza sul territorio «in modo da evitare tragedie come l'alluvione di Vinchiana del 2000. Per incentivare non solo il ritorno alle colline, ma anche alla cura della terra dovrebbero essere previsti incentivi fiscali a chi torna a coltivare». Questi incentivi, però, non dovrebbero essere legati solo all'aumento di produzione né dovrebbero essere riservati solo ai coltivatori diretti: «Questi incentivi - concludono Dolce e Natalini - dovrebbero essere garantiti ai "custodi del territorio", proprietari o affittuari che si prendano cura della terra e allertino gli enti in caso di problemi».