L'opposizione accusa: penalizzati gli operatori tradizionali per favorire le realtà locali Il budget a disposizione del ministero dei Beni culturali è solo lo 0,39 di quello dello Stato. Va poco meglio se, a questo stanziamento statale, si sommano gli stanziamenti regionali destinati ai Beni culturali. E in questi stanziamenti, secondo le opposizioni, la giunta regionale non eccelle; anzi costringerebbe la Lombardia a classificarsi al terz'ultimo posto tra le regioni italiane nelle spese pro capite per la cultura (elaborazione da dati 2000). La Lombardia spenderebbe pro capite 4,23 euro: peggio fanno solo Campania e Puglia. La Val d'Aosta ne spende pro capite addirittura 219,18! Gli altri dati? Sono elaborazioni che mettono a nudo il «trend negativo» nei finanziamenti culturali; ma che forse la maggioranza potrebbe interpretare diversamente partendo da altri parametri. Terz'ultimo posto come spesa pro capite, la spesa corrente della Regione Lombardia per la cultura è diminuita dal '99 a oggi del 37,5 e rispetto all'anno scorso del 16,5. La penalizzazione riguarderebbe soprattutto «operatori storici» nel campo della promozione culturale, mentre si segnala «un progressivo spostamento dei finanziamenti nell'area delle identità e tradizioni locali». Un'«accusa», neanche troppo velata, all'assessore leghista Ettore A. Albertoni. I dati della Margherita parlano di uno spostamento percentuale dei contributi nell'area delle «identità» sul totale delle spese erogate perla cultura dal 7 del 2000 al 24 del 2002. Per questo, la Margherita tiene oggi un convegno intitolato «La cultura maltrattata» (dalle 14.30 alle 18.30, Auditorium Consiglio regionale, via Filzi, 29) nel quale presenta questi dati e chiama a raccolta voci critiche: Massimo Cacciari, Paolo Corsini (sindaco di Brescia), Maria Chiara Bisogni (consigliere regionale Ds), Pierangelo Ferrari (capogruppo Ds), Paolo Da Nuvola (consigliere Margherita), Carlo Monguzzi (capogruppo Verdi) e Daniele Benelli (ex Assessore alla Cultura della Provincia). Presiederà Roberto Biscardini, capogruppo Sdi. «E' evidente che la Regione ritiene la cultura marginale nella vita civile ed economica della Lombardia, in controtendenza rispetto agli orientamenti assunti dalle più avanzate regioni - dicono gli organizzatori - che puntano sulle funzioni culturali per attrarre investimenti, turismo e per il rilancio economico». Nel convegno, la Margherita presenterà anche un suo disegno di legge, per «Interventi regionali a sostegno della cultura» alternativo a quello proposto dalle giunta, «che tende ad accentrare tutto», afferma Daniela Benelli. «Fine di questo disegno di legge è quello di semplificare la normativa, favorire il pluralismo e dare certezza agli operatori cercando di stabilire criteri di merito e triennalità nei contributi». Un momento importante quello delle Regioni nel campo dei Beni culturali, poiché il nuovo codice in materia (all'attenzione della conferenza Stato-Regioni) favorisce proprio il coinvolgimento degli enti locali nella tutela dei beni architettonici e ambientali.
Cultura senza fondi. La Regione non investe
La Regione Lombardia spende solo lo 0,39% del budget statale per la cultura. Secondo le opposizioni, la giunta regionale non è in grado di gestire bene i fondi destinati alla cultura, costringendo la Lombardia a classificarsi al terz'ultimo posto tra le regioni italiane. La spesa corrente per la cultura è diminuita del 37,5% dal 1999 e del 16,5% l'anno scorso. La penalizzazione riguarda soprattutto gli operatori storici nel campo della promozione culturale. La Margherita tiene un convegno per criticare la gestione della cultura nella Lombardia e presenta un disegno di legge per intervenire a sostegno della cultura.
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