Dallesperienza dellEccezione di Rino Bizzarro il progetto della Soprintendenza archivistica per la memoria della scena in Puglia I tempi: "Saranno necessari alcuni anni per la piena realizzazione" La responsabile Pontrelli: "Chiederemo alle compagnie locali di offrire materiali" -------------------------------------------------------------------------------- Nel quartiere Libertà silenziosamente giace il nucleo germinale dellarchivio teatrale pubblico di Puglia. Potrebbe essere così se si darà corso a un lavoro condiviso tra quanti negli ultimi quarantanni hanno fatto della scena la propria vita, custodendone anche puntuale documentazione. Ma si torni per un attimo al quartiere Libertà dove ha sede lEccezione e parte dellarchivio di Puglia Teatro, compagnia accudita con dedizione nei decenni da Rino Bizzarro. Proprio questo archivio nel 2007 ha ottenuto dal ministero per i Beni culturali la dichiarazione «di interesse storico particolarmente importante», diventando così il nostro primo archivio teatrale di interesse pubblico. Un ottimo punto di partenza, come riconosce Maria Pia Pontrelli, delegata dalla Soprintendenza archivistica per la Puglia a mettere insieme le testimonianza di unesperienza scenica da non disperdere. Da un anno si dedica a un particolare censimento che ha finora rilevato la presenza di documenti storici importanti, ad esempio, nellarchivio privato del Piccolo teatro di Bari, dei Cantieri teatrali Koreja, della Casa di Pulcinella, nellarchivio dello spettacolo della Teca del Mediterraneo e nella memoria e nel sapere degli storici del teatro Egidio Pani e Franco Perrelli. «Naturalmente siamo ancora al principio e tantissimo materiale emergerà - spiega Maria Pia Pontrelli - ma è un lavoro che non può prescindere dalla volontà di collaborare e di far rete. Occorre mettere insieme le forze per arrivare a una valorizzazione che coinvolge tutti». A comandare, ovviamente, è il desiderio di custodire la memoria come egregiamente è stato fatto nellAtn, gli Archivi di teatro Napoli o nellArchivio multimediale dellattore italiano, lAmatl di Firenze. Proprio il lavoro che pazientemente dal 1965 ha voluto fare lattore e regista Rino Bizzarro, che ha disseminato il suo materiale tra la sede dellEccezione, la sua casa e un locale nel quale trasporta continuamente documenti. Uno di questi, la registrazione di Salone Margherita, sceneggiato da lui diretto per Radio 3 è stato fatto ascoltare nel corso di un incontro ieri per il ciclo "Ne parliamo allEccezione". «Cè tanto materiale, locandine, programmi di sala, fotografie, registrazioni e, da quando sono state introdotte, anche videocassette. Cè anche una parte dellesperienza del Cut, il Centro universitario teatrale». Proprio di questa tipologia di documenti si dovrebbe comporre larchivio teatrale, con ciascun pezzo attentamente schedato secondo le norme internazionali. Si augura la Pontrelli: «Possiamo farcela nel giro di pochi anni aggiungendovi anche il censimento delle strutture teatrali storiche». Un buon progetto potrebbe presto portare ad accedere ai fondi Cipe, a raccogliere intorno allarchivio altri interlocutori come gli enti e determinerebbe anche lassunzione a progetto di un gruppo di giovani. Una volta schedato, il materiale sarebbe immediatamente consultabile online con riferimenti alle sedi che lo custodiscono fisicamente. Quello del teatro, del resto, rappresenta solo uno dei primi passi verso un allargamento dellorizzonte archivistico, coltivato anche attraverso teche di altra natura come quelle delle confraternite religiose, dei sodalizi musicali e dei soggetti privati. Mezzi per «ricostruire la storia complessiva di un contesto, un territorio, di un popolo, di un tempo».