Caro Direttore, nell'articolo di Stefano Miliani contro il silenzio-assenso sui beni culturali («l'Unità». 20 novembre) si cita una dichiarazione dell'on. Colasio («Si spera che Salvatore Settis, che è anche consigliere del ministro Urbani, intervenga»). Vorrei ricordare all'on. Colasio, ma soprattutto ai lettori dell'Unità, che sono già intervenuto non una ma due volte sul tema nel modo più chiaro, più pubblico e più duro, con due articoli sulla «Repubblica» del 21 ottobre e del 10 novembre scorsi, contro quello che ho chiamato senza mezzi termini un principio vergognoso e inverecondo, spiegando e argomentando le mie ragioni. Nello stesso articolo di Miliani, l'on. Melandri mi chiama in causa per negare che «quanto accade oggi sia il proseguimento di quanto attuato dal centro sinistra». Credo di aver argomentato ad nauseam il contrario (fermo restando che il governo attuale sta facendo assai peggio), nel mio libro Italia S.p.A, e in vari articoli fra cui i due sopra citati, né voglio ripetermi qui. Mi sembra più importante invitare i parlamentari dell' opposizione a concentrare le loro energie a contrastare le leggi sul condono edilizio, sul silenzio-assenso e quant'altro, piuttosto che disperderle in autodifese d'ufficio. Un po' di autocritica sugli errori del passato, via, non guasterebbe; anzi, darebbe credibilità a chi vorrebbe e potrebbe governare domani.