FIRENZE La tramvia di Firenze, il progetto di metropolitana leggera che attraverserà la città detentrice del primato italiano per veicoli a motore (1.120 ogni 1.000 abitanti), è diventato un caso nazionale. Ieri, in una lettera indirizzata al sindaco di Milano Letizia Moratti, il primo cittadino di Firenze Loenardo Domenici ha duramente stigmatizzato il comportamento di Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura del capoluogo lombardo, investito del ruolo di testimonial dai promotori del referendum contro la tramvia che si terrà il 17 febbraio. «Trovo sgradevole e imbarazzante che l'amministrazione locale milanese intervenga in modo così pesante in una vicenda che riguarda un'altra città», ha esordito Domenici nella sua missiva che invita la Moratti a «intervenire» su Sgarbi. Il quale, prontamente, ha replicato precisando che la sua presa di posizione contro la tramvia non riguarda il ruolo di assessore ma il suo impegno politico: «Un grave atto di censura politica. Domenici è un sindaco di centrosinistra che ha avuto tra i possibili avversari anche me. Dopo la sua elezione il mio rapporto con l'amministrazione è sempre stato di aspra polemica. Ora, la mia battaglia sarà ancora più feroce». In suo soccorso è intervenuto anche il portavoce di Forza Italia Paolo Bonaiuti, che augura al sindaco di Firenze «di ritrovare la via della tolleranza verso chi osa dissentire sulla tramvia, un mostro, quasi un treno di 32 metri che taglia in due un centro storico unico per l'umanità». La contestata opera («Uno scontro tra innovazione e conservazione», è la definizione del sindaco Domenici), il cui progetto, iniziato nel 1993, prevede tre linee con il passaggio della linea 1 accanto al Battistero, a due passi dal Duomo, costo previsto 715 milioni di euro, non divide solo la politica nazionale ma, prima di tutto, gli stessi fiorentini. Secondo un sondaggio Swg i favorevoli sarebbero in lieve vantaggio sui contrari 47 per cento contro 45. Quella sulla tramvia è una vera e propria battaglia combattuta a colpi di firme. Il fronte del «sì», per esempio, può contare sull'appoggio, oltre che delle amministrazioni vicine a Domenici, anche di associazioni ambientaliste come Legambiente e Amici della Terra che stanno raccogliendo firme in favore del progetto. In più l'Unesco, al quale si erano rivolti i contrari con un'altra raccolta di autografi illustri (dalla marchesa Bona Frescobaldi al tenore Andrea Boccelli), si è espressa in modo netto in favore della metropolitana di superficie: «Non interverremo». Le fila dei «no» sono altrettanto variegate. Oltre a Bocelli e Frescobaldi, ci sono intellettuali come Alberto Asor Rosa, Antonio Paolucci, Francesco Pardi. Anche gli oppositori a rotaie e vagoni possono contare sugli ambientalisti, quelli di Italia Nostra che si sono rivolti al ministro dei Beni artistici e culturali Francesco Rutelli per fermare il progetto. E che il livello dello scontro stia salendo lo dimostra un altro episodio accaduto nei giorni scorsi. Il Comune aveva esposto in piazza della Repubblica, pieno centro, un prototipo del nuovo tram ma, di fronte alle contestazioni, ha dovuto riportarlo in deposito, sostituendolo con dei «totem» informativi, a loro volta rimossi su ordine del Tar per violazione della «par condicio». Parola dunque al referendum del 17 febbraio. Sarà una vera consultazione popolare con tutti i crismi. Nessun gazebo improvvisato, i fiorentini andranno a votare nei siti dove normalmente si tengono le consultazioni politiche.
Tramvia, Firenze spaccata a metà in attesa del referendum
Il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, ha scritto una lettera al sindaco di Milano, Letizia Moratti, criticando il comportamento di Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura di Milano, che ha espresso un forte dissenso contro la costruzione della metropolitana leggera a Firenze. Domenici ha accusato Sgarbi di intervenire in modo pesante in una vicenda che riguarda un'altra città. Sgarbi ha risposto che la sua posizione non è legata al suo ruolo di assessore, ma al suo impegno politico. Il portavoce di Forza Italia, Paolo Bonaiuti, ha difeso Sgarbi e ha augurato a Domenici di ritrovare la tolleranza verso chi dissentisce sulla tramvia.
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