Giuseppe Sinopoli aveva tanti amori e tante passioni: una laurea in medicina, prima di diventare uno dei più grandi direttori d'orchestra (a lungo, anche a Roma, a capo di quella di Santa Cecilia); una in archeologia; da discutere con lo scopritore di Ebla Paolo Matthiae proprio tre giorni dopo quello fatale, sul podio di un'Aida, a Berlino, il 20 aprile 2001. L'archeologia, specie etrusca ma anche greca (con intrusioni fino alla Mesopotamia), l'amava e anche la collezionava: una prima parte della sua raccolta era stata pubblicata da Marsilio, con il titolo di Aristaios. Ora, la collezione diverrà pubblica, e avrà una sede: nella Rocca Aìbornoziana di Spoleto, città che ospita il Festival ora affidato a Giorgio Ferrara, quasi a ribadire l'intrico tra musica e antichità. Davanti a Silvia Cappellini, la moglie del maestro e lei stessa pianista, e ad uno dei due figli, R utelli ha annunciato infatti che lo Stato acquisirà la collezione, destinata appunto alla città umbra, ex capitale d'un famoso Ducato. Un umanista d'antico stampo, in una nobilissima città d'antica cultura. In parte, si tratta di un acquisto, per il quale esistono già i fondi; e in parte, di una nobile donazione compiuta dalla famiglia; la cifra a carico dello Stato è di alcuni milioni di euro («sono in corso le perizie», precisa il ministro e vicepremier) molti dei reperti collezionati, e di solito acquistati all'estero, nessuno senza provenienze più che certificate, sono di grande importanza; «alcuni, eccezionali. Il ministro Rutelli, nella sua giornata umbra, ha anche annunciato che il rilancio del Festival di Spoleto, sotto la guida di Giorgio Ferrara, passa anche attraverso un nuovo nome, Spoleto Festival internazionale, e un maxi-contributo del Governo, pari a quattro milioni e centomila euro, più del doppio di quanto era stato erogato negli anni precedenti, con il preciso obiettivo di restituire alla manifestazione spoletina prestigio e interesse. Per quest'anno 2 milioni e 200 mila euro si aggiungeranno al contributo ordinario di un milione e 900 mila euro. Scoperta anche una targa in memoria del fondatore del Festival, Gian Carlo Menotti, scomparso esattamente un anno fa.