«Voglio una città a dimensione umana» Carlo critica l'architetto, consigliere urbanistico del sindaco «Ken il rosso». La replica: «Questa città non è un museo» LONDRA Vent'anni fa il principe Carlo sfoderò la spada per fermare il progetto di estensione della National Gallery in Trafalgar Square: «Somiglia a un mostruoso foruncolo sul volto di una persona amata», disse. E paragonò i palazzi moderni tirati su nel cuore di Londra ai danni compiuti dai bombardieri nazisti durante il Blitz: «I nostri architetti della ricostruzione hanno fatto di peggio». Ora l'erede al trono riparte nella sua crociata e prende di mira i grattacieli che oscurano i tesori architettonici della città, dalla Torre di Londra a St Paul's, la cattedrale che fu il simbolo della resistenza alle bombe della Luftwaffe. «Sembriamo determinati a vandalizzare questi ultimi luoghi che hanno mantenuto per secoli una dimensione umana senza tempo», ha detto in tono accorato. E mentre parlava, alle sue spalle, ha fatto proiettare come sfondo un'immagine del «nuovo foruncolo»: un grattacielo di 44 piani che sorgerà nella City. Quel progetto ardito, in acciaio e cristallo, è stato già soprannominato Cheese Grater, perché ha una forma che ricorda una «grattugia del formaggio». Il Cheese Grater però è firmato da Lord Rogers, l'architetto che ha già dato allo skyline londinese il quartier generale dei Lloyds, il miglior esempio di opera prodotta dal movimento «hi-te-ch» britannico. E Richard Rogers è un potente membro della nomenklatura New Labour, consigliere urbanistico del sindaco Ken Livingstone. Quasi un attacco politico durante la campagna elettorale (a Londra si vota a maggio). E subito si sono levate voci contro l'ingerenza passatista e conservatrice del principe. «Sbaglia. Londra non è un museo. Dev'essere rinnovata per la prossima generazione, se vogliamo che diventi la città guida del mondo. Non possiamo lasciarla a un'epoca medioevale», ha risposto Ken Shuttleworth dello studio di Lord Foster, che ha firmato un altro simbolo hi-tech: il Gherkin, il «cetriolino» che svetta dietro St Paul's. Carlo più che la spada ha impugnato la mazza ferrata l'altra sera. Ha detto che i vandali dell'edilizia puntano deliberatamente a dissacrare. Ha fatto riferimento anche allo Shard of Glass, la «scheggia di vetro» da 72 piani in costruzione di fronte al London Bridge e alla Torre di Londra: un progetto di Renzo Piano approvato con entusiasmo dal sindaco Livingstone e che sarà il palazzo più alto del Regno Unito. «Voglio chiarire che io non sono contro gli edifici alti, la mia preoccupazione è per il contesto in cui vengono inseriti, per il fatto che lasceranno le nostre città con profili butterati», ha spiegato il principe suggerendo che le costruzioni ardite siano concentrate a Canary Wharf, il nuovo polo degli affari di Londra. E ha citato come esempio virtuoso Parigi. L'uomo che un giorno sarà re ha pronunciato anche una frase che sembra pensata di proposito per dare l'idea di un nobile arroccato nella sua torre d'avorio: «Abbiamo sopportato troppo a lungo il prevalere della mancanza di cortesia negli spazi pubblici, è venuto il tempo di reinventare le buone maniere nel modo in cui costruiamo». A 59 anni, Carlo ha appena superato l'età di Edoardo VII quando nel 1901 ereditò la corona dalla regina Vittoria. È il Principe di Galles di più lungo corso e molte voci gli consigliano di smettere di elargire i suoi pareri su questioni di politica, religione, spiritualità, multiculturalismo, architettura: «È ora che taccia e passi al figlio William il ruolo di membro della Royal Family libero di parlare», gli ha suggerito lo storico Andrew Roberts. Gli inviati dell'Unesco, l'anno scorso, guardando alla Torre di Londra stretta d'assedio dal cemento armato, hanno minacciato di dichiararla «patrimonio in pericolo». Alleati nella crociata principesca.
Salviamo Londra. Carlo dichiara guerra ai nuovi grattacieli
Il principe Carlo ha criticato l'architetto Lord Rogers e il sindaco Ken Livingstone per il progetto di un nuovo grattacielo a Londra, che ha paragonato a un "foruncolo" sul volto della città. Il principe ha anche criticato altri progetti di edificazione, come il Gherkin e lo Shard of Glass, che ha detto di dissacrare i tesori architettonici della città. Ha suggerito di concentrare le costruzioni altre volte in città, come Canary Wharf. Il principe ha anche espresso la sua preoccupazione per il contesto in cui vengono inseriti gli edifici alti, che lasceranno le nostre città con profili butterati. Ha anche citato Parigi come esempio virtuoso di città con un profilo umano.
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