La giunta comunale ha dato il via libera alla concessione in uso al consorzio Centrale dellarte dellex Centrale del latte di via Orazio Flacco. Adesso si attende soltanto il via libera del consiglio comunale. Prenderà così corpo un progetto da 4,5 milioni, che consentirà di recuperare la struttura, creando un grande contenitore culturale aperto alla città. Per trovare i finanziamenti il consorzio cercherà di sfruttare uno dei Por 2007-2013. Il contratto con il Comune durerà 19 anni. Il presidente Antonio Loprieno: "Abbiamo lambizione di dare unità ai soggetti che lavorano artisticamente nel capoluogo" Il recupero della fabbrica costerà oltre 4 milioni di euro Allinterno verrà attrezzato un teatro con 600 posti a sedere Sciolto il nodo sul futuro dello spazio di viale Flacco La struttura a un consorzio di operatori dello spettacolo La Centrale dellarte è quasi un cantiere. Dopo lannuncio di un anno fa, il progetto per trasformare lex Centrale del latte di viale Orazio Flacco in contenitore culturale multifunzionale sta per prendere forma. Su proposta degli assessori Giovanni Giannini (Patrimonio) e Nicola Laforgia (Culture), la giunta comunale ha approvato la concessione della struttura al consorzio cooperativo "La Centrale dellarte". Lultimo passaggio burocratico è adesso lesame del consiglio comunale, che avverrà a breve. «Con il consorzio - spiega lassessore Giannini - sarà sottoscritto un contratto di 19 anni. Il Comune detrarrà le somme investite nella ristrutturazione dal canone di affitto». Per il suo collega alle Culture, Nicola Laforgia, è loccasione per trasformare un rudere in una risorsa. «In una città con pochi spazi per la cultura - dice - la ristrutturazione di unampia area dismessa è sicuramente una buona notizia. Le associazioni che aderiscono al consorzio avranno spazi per le loro attività, ma potranno anche aprirli alla città». Sarà unoperazione da 4,5 milioni. È prevista la realizzazione di tre sale multifunzionali, laboratori scenotecnici e di registrazione, bar e ristorante. Ad utilizzarli saranno le associazioni che aderiscono al consorzio: teatro Abeliano, Tiberio Fiorilli, Anonima Gr, Fantarca, Agenzia per lo spettacolo Eventi, Costantiello Entertainement, Suoni visionari, Altradanza, Carro dei comici e Radicanto. Il progetto è sostenuto dalla Slc Cgil e dalla Lega delle cooperative. «Abbiamo lambizione - rileva Antonio Loprieno, presidente del Consorzio - di dare unità al nostro sistema culturale, che stenta a spiccare il volo anche per la mancanza di fondi. Questa è loccasione per lavorare finalmente insieme e gettare le basi per migliorare e rendere esportabile la nostra offerta culturale». Per ristrutturare il complesso dellex Centrale del Latte, il Consorzio utilizzerà finanziamenti Por e investimenti privati. «Stiamo già lavorando - rivela Loprieno - per rientrare in uno dei canali di finanziamenti dei Por 2007-2013». Vito Signorile, fondatore del teatro Abeliano e direttore artistico della Centrale dellarte, già sogna ad occhi aperti. «È un progetto ambizioso che lascerà il segno in città - osserva - A parte lattività delle cooperative e delle associazioni che hanno aderito al progetto, ci sarà la possibilità di creare laboratori per coinvolgere i giovani. Ci saranno anche spazi per fare musica, televisione, ma anche cinema e produzione». Una delle tre sale ideate dai progettisti, tutti baresi, potrà ospitare oltre 600 spettatori: le poltrone saranno realizzate in modo da scomparire sotto il pavimento e lasciare lo spazio libero, per consentirne lutilizzo anche come teatro di posa. Lok della giunta comunale alla convenzione con il consorzio Centrale dellarte chiude una lunga querelle sulla destinazione dellex Centrale del latte. Oltre alle associazioni culturali, infatti, altri enti e istituzioni avevano chiesto al Comune di ottenere in concessione la struttura. Fra questi, anche la facoltà di Medicina e chirurgia. Lidea dellallora preside Salvatore Barbuti era quella di creare uno student center e dodici nuove aule per la didattica. La proposta, però, si perse nei meandri della burocrazia universitaria. Lincertezza dei costi di recupero della struttura e la necessità di mettere daccordo tutti i livelli accademici hanno allungato a dismisura i tempi di decisione, spianando la strada alla Centrale dellarte. Va detto, comunque, che quella dellamministrazione comunale è una scelta politica: trasformare uno degli ultimi ruderi cittadini in un grande contenitore culturale aperto alla città. La scommessa è ambiziosa: costringere gli operatori teatrali e culturali, spesso in guerra fra loro, a collaborare e ad aprirsi alla gente.