Tre buche vicine al mare bloccate da una vecchia legge. Sir Rocco Forte minaccia il forfait -------------------------------------------------------------------------------- SCIACCA - La società Rocco Forte, impegnata nella realizzazione di un golf resort di lusso a Sciacca, è sul punto di rinunciare allinvestimento perché «in Sicilia cè troppa burocrazia». A rischio è un progetto da 125 milioni di euro per un complesso alberghiero con cinquecento posti letto e un campo da golf. Lamministratore delegato del gruppo Rocco Forte, Moreno Occhiolini, non usa giri di parole: «Stiamo valutando la possibilità di abbandonare tutto». Alla base della ventilata rinuncia alla realizzazione del progetto da parte dellimpresa ci sarebbero le incertezze legate ai ritardi burocratici per autorizzazioni e concessioni che la società deve ancora ottenere, in particolare per la realizzazione di tre buche del campo da golf a meno di 150 metri dalla battigia. Una vecchia legge regionale equipara infatti le buche dei campi da golf alle costruzioni vere e proprie (caso unico in Italia) e ne limita la realizzazione nella fascia più vicina al mare. Legambiente ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica che di fatto ha bloccato i lavori iniziati nel 2005 e destinati, secondo i programmi, allinaugurazione della struttura alberghiera entro il 2007. Per gli ambientalisti «a rischio è inoltre il paesaggio agrario attorno allarea del fiume Verdura, e tutta la spiaggia che verrebbe occupata dal resort». Dopo la denuncia degli ambientalisti sono scattati diversi sequestri di delibere e autorizzazioni rilasciate per la realizzazione del resort sia dal Comune di Sciacca che dalla stessa Regione. Per fare ripartire i lavori doveva essere varato un disegno di legge ad hoc, sostenuto dalla deputata regionale forzista Giulia Adamo. Il disegno di legge sugli impianti da golf nellIsola giace però da mesi allArs in attesa di essere approvato. Per ben due volte lArs si è riunita ed è mancato il numero legale, e una terza volta il disegno di legge è stato bocciato perché la maggioranza si è divisa, facendo infuriare il presidente dellArs, Gianfranco Miccichè. «Ogni giorno - si sfoga adesso Occhiolini - ne spunta una nuova: il Genio civile, la Soprintendenza, lAnas. Sir Rocco Forte è inglese, e tutti questi intoppi burocratici allitaliana non li capisce. Adesso si è proprio stancato». La crisi politica alla Regione, culminata con le dimissioni del presidente Salvatore Cuffaro, a giudizio dellamministratore delegato del gruppo Forte, accentua le incognite sul futuro: «Questo investimento - osserva - ammonta a 125 milioni di euro, e in base allaccordo di programma quadro tra Stato e Regione erano stati previsti finanziamenti in parte pubblici e in parte privati. Noi fino a oggi abbiamo già speso 80 milioni, ma dal pubblico non abbiamo ancora ricevuto un centesimo. Noto - conclude Occhiolini - che tra i politici a sostenerci è rimasto solo il sindaco di Sciacca, Mario Turturici». Parte dei finanziamenti doveva essere erogata dal ministero dellEconomia attraverso Sviluppo Italia, per una cifra intorno ai 7,5 milioni di euro, mentre la Regione ne doveva erogare altri 2,9 milioni.