SABATO, 02 FEBBRAIO 2008 Pagina XIII - Genova Marina Grande, da colata di cemento a sipario verde sul mare. Scatta la "rinaturalizzazione" che cambia la costa a Ponente Due allievi di Piano rivoluzionano il "Fuenti" di Arenzano Entra nella fase operativa il progetto voluto dal marchese Cattaneo Adorno "Abbiamo cercato di realizzare un sistema aperto, linterfaccia fra uomo e ambiente" ------------------------------------------------------ La parola chiave è "rinaturalizzazione". Si tratta di prendere un mostro, forse il maggior scandalo edilizio della Liguria, e - semplicemente - ricucire il paesaggio. A due giovani architetti - già allievi di Renzo Piano e che al Maestro continuano a guardare con devozione, tanto da averne occupato gli uffici originari, in piazza San Matteo - loperazione, almeno sulla carta, è riuscita: il mastodontico complesso di Marina Grande, ad Arenzano, diventerà "un nuovo modello di sviluppo sostenibile, confluenza tra architettura, paesaggio ed ambiente". Della decisione del marchese Giacomo Cattaneo Adorno di trasformare il "Fuenti della Liguria" (un ecomostro, una struttura in cemento armato che negli anni sessanta aveva invaso il fronte mare della Pineta di Arenzano per un tratto di trecento metri) in una "struttura trasparente" i giornali avevano già scritto alla fine dello scorso anno. Ora il progetto è andato avanti, lamministrazione di Arenzano si è detta entusiasta e anche gli organismi di controllo - dalla Sovrintendenza alla Provincia alla Regione stessa - hanno iniziato ad analizzare le carte. Racconta Paolo Brescia, che col collega Tommaso Principi, guida la Obp, Open Building Research: «Siamo partiti da un punto preciso: sfumare leffetto soglia tra dentro e fuori, aperto e chiuso, naturale e artificiale. Abbiamo cercato di realizzare un sistema aperto, un organismo evolutivo che interagisce in virtù degli scambi dinamici tra uomo e ambiente, creando spazi sensibili in perpetua evoluzione». Tradotto in concreto, si tratta di demolire gli attuali volumi esterni, creando una nuova promenade pubblica aperta sul mare (attualmente esiste un percorso in tunnel, dal quale il mare può essere solo immaginato), ricucire il paesaggio con giardini verticali «che entrano a sistema con la vegetazione della collina retrostante». Lidea-base, in fondo, è molto semplice: più architettura e meno edilizia, più vetro e niente mattoni, fare di più con meno. «Le serre bioclimatiche di Marina Grande sono pensate come un progetto pilota sia in termini architettonici che energetico-ambientali - spiega larchitetto Tommaso Principi - si tratta di un ambiente intermedio tra interno ed esterno che, oltre ad attenuare la separazione tra dentro e fuori, creano un efficace dispositivo di termoregolazione». Luovo di Colombo in un angolo di Paradiso come Arenzano? «Durante i mesi invernali le serre consentono di pre-riscaldare gli ambienti interni, limitando la dispersione del calore interno e durante quelli estivi, aprendo le serre si ottiene un notevole ombreggiamento che riduce lesposizione solare e facilita la ventilazione naturale». Ma il problema principale - affrontato dagli architetti di Obr insieme al loro collega Luigi Mangini - era quello di ricucire il paesaggio: tutti daccordo sul principio di una "valorizzazione degli aspetti naturalistici dominanti", come vuole lamministrazione comunale di Arenzano guidato dal sindaco (rieletto) Luigi Gambino, ma il tema vero era come "cancellare" lecomostro. Quindi pareti mobili leggere e vetrate che racchiudono serre bioclimatiche con lazzurro del mare e del cielo e il verde delle piante che si riflettono a vicenda. Solo un bel sogno? Visto dal mare il rosso biscione di cemento che deturpa Arenzano dovrebbe diventare una costruzione leggera, di vetro, che riflette il mare blu. O, almeno, così "promettono" le prime proiezioni grafiche che Repubblica presenta in anteprima.
LIGURIA - GENOVA: Sbatti lecomostro sottovetro
Il progetto "rinaturalizzazione" di Marina Grande, a Arenzano, prevede la demolizione degli attuali volumi esterni e la creazione di una promenade pubblica aperta sul mare. Gli architetti Tommaso Principi e Paolo Brescia, della Obp, hanno realizzato un sistema aperto che interagisce con l'ambiente, creando spazi sensibili in perpetua evoluzione. Il progetto prevede la costruzione di serre bioclimatiche che attenuano la separazione tra dentro e fuori e creano un dispositivo di termoregolazione. La struttura sarà realizzata con vetri e leggere, per riflettere il mare blu.
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