La società che ha lanciato il "Beaubourg genovese" si scioglie e viene inghiottita dal nuovo ente, concepito e guidato da Luca Borzani Via alla transizione, quattro mesi per ottenere lok di prefettura e ministero Con lincognita della crisi di governo -------------------------------------------------------------------------------- Addio Palazzo Ducale. La società che negli anni Novanta ha lanciato quello che dovrebbe prima o poi diventare il Beaubourg genovese, si scioglie. O, meglio, si trasforma e viene inghiottita nella Fondazione della Cultura, la grande scommessa che la giunta Pericu aveva impostato e che la giunta Vincenzi sta sfornando. I tempi sono maturati. Giovedì prossimo la Spa si scioglie e tutti i suoi organi decadono. Sarebbe meglio dire si trasferiscono nella fase di transizione durante la quale viene costituita la Fondazione, che a norma di codice civile prenderà la sua forma in 120 giorni, nei quali dovrà incassare lapprovazione della Prefettura e del Ministero dei Beni Culturali. Ma dietro i tempi formali burocratici e gli ultimi brividi provocati dalla caduta del governo e, quindi, dallincertezza della firma ministeriale (Rutelli non cè più, chi ci sarà dopo?) la Fondazione si sta profilando come una vera svolta, fondamentale nella ex capitale della Cultura, in una città dove non cè lassessore alla Cultura dalle ultime elezioni e dove lattesa per un settore che impiega direttamente e indirettamente più di 6500-7000 persone, è oramai quasi mitica. Questa struttura che metterà insieme tutte le funzioni, gli uffici e le competenze di palazzo Ducale, dellassessorato tuttora senza guida, con la garanzia di non assumere ma razionalizzare, non gravare, ma anzi rilanciare, di aprire al nuovo e di sistemare lesistente, diventa lo strumento-chiave di una nuova visione. Ci ha lavorato per mesi sottacqua lex assessore Luca Borzani che ne diventerà il presidente e che si muoverà nella regia del Comune con la posizione di assessore virtuale, ma con una modernizzazione delle sue competenze. Il presidente della Fondazione non sarà uno dei tanti capataz dei terminali culturali della città, come i direttori e i Sovraintendenti dei teatri o i numeri uno delle Accademie e dei Centri Culturali, ma si trasformerà nellanello di congiunzione non solo tra i luoghi fisici della cultura: palazzi, musei, castelli, gallerie, mostre ma anche tra il pubblico e il privato in una dimensione nella quale la fusione tra chi finanzia sarà "a caldo" e dove gli orizzonti sono per forza aperti alle nuove generazioni. La cultura è un giacimento immenso che spesso si disperde. Quante compagnie vengono a recitare in un anno al teatro Stabile, per esempio, e quanto resta in città del patrimonio artistico in transito? Accanto al presidente ci sarà un direttore operativo assunto sul mercato con una scelta decisiva e delicata. E intorno a lui un direttivo di 11 membri, alcuni già individuati e di indicazione pubblica e privata. Probabilmente il Comune avrà sei rappresentanti, la Regione uno, scelto dalla stessa Fondazione regionale, più o meno coeva nella nascita di quella regionale. Ci saranno illustri imprenditori privati: sicuramente Beppe Costa, presidente della Società dellAcquario. Tra i candidati quasi certi anche un vecchio saggio, Gustavo Gamalero. Tra le prime mosse della Fondazione ci sarebbe già in cantiere quella molto significativa di bandire un concorso pubblico per scegliere cinque giovani da assumere con un contratto a tempo determinato cui affidare competenze specifiche del settore culturale: da esperti di informatica a chi ha studiato la conservazione dei Beni Culturali, a chi è esperto di marketing territoriale. La politica "giovane" sarà essenziale per la Fondazione, che sta già preparando una specie di "factoring" allinterno di palazzo Ducale da dedicare a questo braccio moderno: si pensa alla Loggia degli Abati. Insomma la svolta che sta maturando è densa e piena di idee e non prevederà e i traumi del taglio con il passato: le strutture del Ducale non saranno smantellate dopo il fatidico 7 febbraio ma resteranno in piedi nella nuova struttura, probabilmente adattandosi alla regia che il Comune e la Fondazione si daranno mentre liter burocratico maturerà. Obiettivo fondamentale: programmare gli eventi almeno con una cadenza triennale.