Sono passati tre anni dall'ordinanza di demolizione ma nessuno ha proceduto all'abbattimento del capannone abusivo sorto a pochi metri dalla Torraccia dell'Inviolata, un monumento di interesse nazionale protetto da vincolo archeologico nella campagna di Guidonia. L'allarme all'epoca lo aveva fatto scattare l'ispettore onorario della Soprintendenza, Eugenio Moscetti, che ora è tornato a sollecitare l'intervento per restituire il giusto decoro a quello che «dagli studiosi è considerato uno dei monumenti più suggestivi di tutta la Campagna Romana». La "Torraccia" - ben visibile a chi attraversa la provinciale 28 bis - è un antico mausoleo (II secolo dopo Cristo), probabilmente il sepolcro di un ricco liberto, che durante il medioevo fu trasformato in torre di avvistamento. A pochi metri - tra l'altro in pieno parco dell'Inviolata - qualcuno aveva costruito un capannone da usare come deposito per macchinari fuori uso di lavanderie industriali e altre cose del genere. «Sono ormai trascorsi circa tre anni - spiega Moscetti -e quello che è stato definito l'ecomostro della Torraccia dell'Inviolata è ancora integro dietro il suggestivo monumento, in barba alle leggi che avrebbero dovuto tutelarlo. Da allora si attende l'esecuzione dell'ordinanza di demolizione». «Morale - conclude - quell'ecomostro è ormai parte integrante, insieme al monte della vergogna (la discarica di rifiuti), con le sue lamiere, le sue lavatrici in disuso, rottami vari e dulcis in fundo la sua bella pavimentazione in cemento che ha ricoperto i resti di una villa romana, di quello che fu uno degli angoli più suggestivi di tutta la Campagna Romana».