OLBIA. Sulle barricate come un nostalgico resistente, come un guerrigliero no global del sapere. Il sindaco Gianni Giovannelli lancia la battaglia per la cultura e scende in trincea per difendere i monumenti della città. Il primo cittadino si scaglia contro la Regione che ha messo gli abiti di globalizzatore della conoscenza, di McDonald della storia nuragica. Pronto a trasformare tombe dei giganti in fast food del sapere. L'assessore regionale alla Cultura, Maria Antonietta Mongiu, prepara la rivoluzione per gestire in modo diretto i siti archeologici. L'assessore pensa a poche società che possano gestire musei e aree archelogiche attraverso bandi. La delibera della Regione ha diviso la Sardegna in ambiti. Vivisezione del sapere. Ed è pronta a creare sistemi museali di dimensioni almeno provinciali. Burocrazia della bellezza. La cultura diventa materia prima da appaltare, come supposte per ospedali, come carta per ufficio. L'impresa che fa l'offerta migliore si aggiudica il bando. Si riaffaccia lo spettro di un Abbanoa dei monumenti. Servizio e tariffa unica. Il sindaco Giovannelli è pronto a ribellarsi per non vedere estirpata la pianta che le amministrazioni in questi anni hanno tirato su con attenzione e cura. «Tutti i siti archeologici sono gestiti dalla cooperativa Iolao - spiega Giovanelli -, a cui abbiamo affidato con un bando per altri tre anni il compito di custodire e illustrare la storia della città. Per me quella decisione è irrevocabile. Non tornerò indietro». Il primo cittadino non sembra pronto a ingoiare il nuovo pacchetto di imposizioni. «Anche in questo caso assistiamo a un tentativo di centralizzare tutto a Cagliari». Giovannelli cerca di opporsi alla logica del piano inclinato che fa rotolare tutti i servizi verso sud. I sindaci diventano sempre di più esecutori di direttive regionali. Timbri a secco che formalizzano decisioni già prese. «Non credo che si possa parlare di concertazione - continua Giovannelli -. L'assessore Mongiu si è limitato a informare in modo vago in un convegno i primi cittadini della scelta della Regione, messa nero su bianco in una delibera dell'11 dicembre. Una decisione che non possiamo accettare. La Regione taglia ancora una volta fuori le amministrazioni dalla gestione del territorio». Giovannelli non vuole indossare costume e ciabatte e fare il turista in casa propria. «Non resterò passivo davanti alla proposta della Regione - spiega -. In questi anni il ricco patrimonio archeologico della città è stato gestito da una cooperativa che ha al suo interno alte professionalità. Non potranno essere sostituite da personale che arriva da una società, magari della pensiola, che ha come unico obbiettivo fare utili». Nella rivoluzione della gestione di tutte le aree archeologiche e museali della Sardegna la Regione prevede la creazione di otto ambiti, uno per provincia, che verranno gestiti da un'unica società attraverso un bando. È chiaro che tutte le piccole realtà saranno spazzate via dai grandi gruppi. I cultori della conoscenza verranno sostituiti da operai del sapere. Una visione industriale della storia. Le piccole cooperative verranno schiacciate dai megastore della cultura. Multinazionali che vendono la conoscenza. «Non possiamo appoggiare una rivoluzione che penalizza come sempre il nostro territorio - continua Giovannelli -. Abbiamo professionalità di primo livello, persone laureate che hanno un'alta conoscenza. Critico in modo forte qualsiasi ulteriore azione che vada verso il centralismo. Continua il piano per accorpare e dirottare a Cagliari tutti i servizi. Il governatore lo ha fatto con i Consorzi di bonifica, con la gestione dell'acqua, ora punta a farlo con lo smaltimento dei rifiuti e anche con la gestione dei musei e dei siti arheologici. Alla fine a raccontare la storia di Olbia, a illustrare ai turisti la struttura del pozzo sacro di Sa Testa, dell'acquedotto romano di Cabu Abbas o della tomba dei giganti di Su Monte 'e's'Abe ci saranno professionisti che arrivano dalla penisola». Il sindaco si prepara alla sua guerra per la conoscenza pronto a fare coalizione con gli altri primi cittadini della Gallura per non vedere scomparire un'altra fetta di autonomia. Non solo una difesa della professionalità che arriva da uno studio attento del territorio, ma anche una dichiarazione di indipendenza nei confronti della Regione che vuole creare una gestione centralizzata del sistema museale, un call center dell'archeologia.
Sardegna - Olbia Comune scippato delle aree archeologiche
Il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli, si oppone alla decisione della Regione Sarda di creare otto ambiti, uno per provincia, per gestire i siti archeologici e museali. La Regione prevede la creazione di società che gestiranno i siti attraverso bandi, mentre il sindaco sostiene che le piccole cooperative, come la Iolao, che gestiscono attualmente i siti, siano sostituite da multinazionali. Il sindaco critica il centralismo e la perdita di autonomia per le amministrazioni locali. Si prepara a fare coalizione con gli altri primi cittadini della Gallura per difendere la professionalità e l'indipendenza.
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