Appartamenti per 850 metri quadrati totalmente illegali al posto di magazzini e tettoie La polizia municipale ha sequestrato un cantiere nella panoramica via Volterrana Appartamenti per 850 metri quadrati completamente abusivi in via Volterrana. È quanto hanno scoperto gli agenti del nucleo edilizio della polizia municipale di Firenze al termine di una complessa indagine che ha portato al sequestro preventivo del cantiere.Tre gli indagati: i reati ipotizzati vanno dall'abuso edilizio alla violazione delle disposizioni in materia paesaggistica del Testo Unico, fino alle infrazioni in materia di opere strutturali. Magazzini, laboratori e tettoie di vecchia costruzione erano stati trasformati in appartamenti nuovi di zecca. Solo che gli interventi, secondo quanto accertato dai vigili, erano stati realizzati senza alcun tipo di permessi e senza rispettare leggi e regolamenti. A dare il via alle indagini sul cantiere - ben protetto da occhi indiscreti - è stata una segnalazione, che ha trovato immediato riscontro nel corso di un primo sopralluogo effettuato dagli agenti del nucleo edilizio. Sotto esame sono finiti tre corpi di fabbrica: in due di questi, i cantieri erano andati avanti anche dopo i primi controlli dei vigili. Nel terzo corpo di fabbrica, invece, i lavori erano già finiti ed era già stato effettuato anche il nuovo accatastamento: dalle indagini è emerso che si tratta di mini-appartamenti frutto di un frazionamento abusivo, con altezze insufficienti e con altre irregolarità,ma già affittati. I controlli incrociati hanno fatto chiarezza sulla vicenda: tecnicamente l'intervento abusivo può essere considerato come una ristrutturazione con ampliamenti inammissibili. Quando gli agenti della polizia municipale sono tornati nel cantiere per gli ultimi rilievi, i lavori proseguivano e è quindi scattato il sequestro. Non sono mancati momenti di forte tensione quando gli ufficiali di polizia giudiziaria hanno contestato una serie di reati e informato la proprietà che avrebbero sequestrato il cantiere. In due hanno iniziato una sorta di opposizione passiva, poi esauritasi nel tempo necessario all'ufficiale per far capire che i lavori incorso in ogni caso sarebbero stati fermati con il sequestro.