Le foto e il gradimento della gente sugli edifici di grandi architetti Ma i cittadini scelgono il Circolo La Fattoria alle Torri di Tange -------------------------------------------------------------------------------- Per chi vive allombra delle Torri di Kenzo Tange, poco importa che quei due grattacieli siano a firma di uno nei nomi più prestigiosi dellarchitettura internazionale. Pur orgoglioso di essere vicino di casa di cotanto nome, si sente maggiormente rappresentato dal Circolo La Fattoria, dai parchi pubblici, da tutti quei luoghi diventati nei decenni centri nevralgici della vita sociale, aggregativa del proprio territorio. E uno tra i risultati più interessanti usciti da una ricerca condotta dal Quartiere San Donato e diventata una mostra fotografica dal titolo "Nuovi sguardi sullarchitettura" che si inaugura domani alle 17.30 al Centro urbano San Donato (via dellArtigiano 28a). Fino a che punto gli edifici architettonicamente più prestigiosi segnano e determinano lidentità di un quartiere, soprattutto nella coscienza di chi lo vive, di chi vi lavora e lo frequenta quotidianamente? E la domanda allorigine della mostra che presenta gli scatti di un gruppo di professionisti di Ufo (Unione fotografi organizzati), tra cui Davide Lolli, Cheryl Bonsi, Gianluca Perticoni, Massimo Paolone e Marcello Severi. A loro lIstituto beni culturali ha chiesto di interpretare 23 edifici censiti da unindagine curata nel 2005 da Maristella Casciato e Piero Orlandi. Tra questi, le case popolarissime di via Vezza dellarchitetto Santini e la ex Gam di Leone Pancaldi, le Torri di Tange e il Duc di viale della Repubblica di Portoghesi, tutte costruzioni della seconda metà del '900. Le loro immagini sono state sottoposte a una quarantina di bolognesi di San Donato, residenti storici, appartenenti a comitati locali o in qualche modo rappresentanti della vita del quartiere. Tra gli edifici più riconosciuti dagli intervistati, le case di edilizia popolare che in un Quartiere come questo, di matrice fortemente popolare, segnano lidentità sociale ancora prima di quella architettonica. Poi il Pilastro che, nel bene o nel male, rimane una zona a forte carica simbolica, mentre la Fiera, pur riconosciuta come area interessante, non viene sentita parte del quartiere. Altri edifici, magari irrilevanti da un punto di vista estetico, sono invece riconosciuti come caratterizzanti: è il caso della Sala Sirenella o del centro interculturale Zonarelli. Infine, ciò che chiedono i residenti è un luogo che diventi fulcro del quartiere, magari una piazza, quindi una maggiore attività culturale e una attenzione particolare per le aree verdi. Questa iniziativa sulle architetture novecentesche del Quartiere è solo una parte di un percorso più ampio messo in atto dallamministrazione di San Donato per ridisegnare la fama del proprio territorio, troppo spesso considerato periferico e marcatamente segnato da pagine oscure e tragiche della storia cittadina, come i fatti della Uno bianca. Si chiama "Sposta il tuo centro. Quartiere San Donato. Città di Città", è partito nel maggio scorso e si concluderà a maggio. Nellinsieme sono otto i laboratori del programma, tutti incentrati sui temi dellurbanistica e della cittadinanza. Tra questi un seminario che partirà (gratuito) il 7 febbraio alla Sala Sirenella (ore 17), curato da Matilde Callari Galli e Alessandro Castellari. Si chiama "Narrare la città" e analizza cinema e letteratura come linguaggi per raccontare i centri urbani. Ospiti della giornata saranno Giovanna Grignaffini, Carlo Lucarelli e Gabriella Turnaturi. Altri appuntamenti l11 marzo ("Che cosa è la città") e il 15 maggio ("Patti di convivenza"). Domani alle 10 dal Giardino Charlie Parker (davanti allo Zonarelli) parte una passeggiata di quartiere guidata dalla Fondazione Villa Ghigi, mentre la mostra fotografica propone nella sua sede tre conferenze a cominciare dal 14 febbraio, quando Stefano Pezzoli e Giuliano Gresleri parleranno del quartiere San Donato in epoca pre-moderna.
BOLOGNA - Così San Donato ama larchitettura del popolo
Una mostra fotografica intitolata "Nuovi sguardi sullarchitettura" si apre domani al Centro urbano San Donato, che esplora come gli edifici architettonici del quartiere influenzino lidentità dei residenti. La mostra presenta scatti di professionisti di Ufo, tra cui Davide Lolli e Gianluca Perticoni, che hanno interpretato 23 edifici censiti in un'indagine del 2005. Gli intervistati hanno riconosciuto case popolari, il Pilastro e la Fiera come caratterizzanti del quartiere, mentre la Sala Sirenella e il centro interculturale Zonarelli sono stati riconosciuti come luoghi importanti.
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