Durante un soggiorno in Italia, Carlo d'Inghilterra, visitando le Marche, si mise a cercare un quadro di Carlo Crivelli, che doveva trovarsi nella chiesa di un piccolo paese. Fu difficile trovarlo: nessuno lo conosceva. Un capolavoro - come tantissimi altri dell'Italia cosiddetta "minore" - ignoto ai più: alla portata di tutti ma "invisibile". Ed è stato intitolato "Le città invisibili" il convegno sulla gestione dei beni culturali nella "provincia" d'Italia, che si è tenuto nei giorni scorsi nell'abbazia di Fiastra, nei pressi di Macerata, organizzato dall'Amnes (Associazione nazionale per la cooperazione culturale tra le province di Arezzo, Ascoli Piceno, Macerata, Perugia, Rieti, Teramo e Terni), dall'Upi (Unione nazionale province d'Italia) e dalla Federculture (Federazione servizi pubblici Cultura, Turismo, Sport). Il grande storico Hans Sedlmayr, nel suo libro Perdita del centro , lamenta lo scollamento, verificatosi nella modernità, tra opera d'arte e contesto per il quale è stata concepita. Il territorio delle nostre province conserva, nella maggior parte dei casi, questa simbiosi. Una situazione su cui si va però addensando l'ombra della Finanziaria: con il decreto sul silenzioassenso che agevola la vendita del patrimonio artistico e architettonico, e con i tagli che le gestioni locali dovranno subire, si profila il rischio di dispersioni e perdite, come ha sottolineato, aprendo il convegno, Gian Carlo Corada, presidente della Provincia di Cremona e dell'Upi. Fondamentale, in tema di gestione dei beni culturali "periferici", è la problematica relativa alla loro valorizzazione, come ha sostenuto l'assessore alla Cultura della Provincia di Macerata, Renato Pasqualetti: non è sufficiente restaurare e proteggere il patrimonio, ma occorre farlo vivere attraverso una serie di attività, creando una sinergia in grado di rispondere alla "domanda" di cultura di ogni individuo. «Di una città non godi le 7 o le 77 meraviglie, ma la risposta che dà alla tua domanda», asserisce il Calvino delle Città invisibili , citato da Leandro Di Donato, assessore alla Cultura della Provincia di Teramo e attuale presidente dell'Amnes; ha chiuso il convegno annunciando come primo impegno concreto dell'Associazione, insieme a Upi e Federculture, quello di realizzare un Osservatorio nazionale per monitorare il patrimonio culturale delle "città invisibili", onde evitarne la dispersione.