La classica sponsorizzazione, il concerto o l'organizzazione del convegno di livello sono ormai un ricordo del passato. L'investimento culturale delle imprese scopre altri percorsi, si radica nel territorio, diventa risorsa strategica di sviluppo e, sempre più spesso, indossa i panni dell'impegno sociale. Lo dimostra in maniera chiara la scelta della giuria che ieri a Firenze ha assegnate il premio Impresa e Cultura, giunto quest'anno alla settima edizione: l'alloro è andato al Gruppo Loccioni di Ancona, azienda dell'hi-tech, che tre anni fa ha avviato BluZone, una "palestra formativa" per dipendenti e giovani esterni al gruppo dove, accanto a tradizionali incontri formativi e progetti di integrazione scuola-lavoro, si lascia spazio a formule capaci di stimolare «inventiva e creatività, vero vantaggio competitivo per l'azienda». La scelta ha stupito i più tradizionalisti ma va nel solco del mutato comportamento delle imprese, come sottolinea Mi-chela Bondardo, vicepresidente del Sistema Impresa e Cultura che organizza il premio, secondo la quale «da un utilizzo dell'investimento culturale puramente tattico, a supporto dell'immagine aziendale, si sta passando a una concezione della cultura come fattore strategico per posizionare e differenziare l'impresa nell'arena del mercato globale». Nel caso del premio assegnato ieri sì è valutata, fa eco Cesare Annibaldi, presidente della commissione Impresa e cultura di Confindu-stria, «la capacità di diffusione della conoscenza tra i giovani, un impegno in grado di qualificare un'area e dare un significato rilevante al progetto dell'impresa rispetto alla società e alla comunità in cui è radicata». Oltre a Loccioni, nella cornice del teatro Goldoni hanno ricevuto un riconoscimento altre otto imprese. Il premio Unione europea all'azienda che con maggiore efficacia abbia investito in cultura in Italia è andato alla Wurth di Bolzano, che è intervenuta nel restauro della cappella Palatina di Palermo. Il premio Ice è stato assegnato a Trussardi «per aver saputo dare una dimensione intemazionale alla propria identità aziendale utilizzando l'arte contemporanea nei suoi diversi linguaggi espressivi», mentre la Regione Toscana che quest'anno ospitava la premiazione e aveva il compito di individuare il progetto a più alta valenza sociale ha scelto «Il cammino dell'Alleanza», diciannove percorsi che fanno parte del Sentiero Europa, recuperati e resi fruibili grazie all'intervento di Alleanza Assicurazioni in collaborazione con la Federazione italiana escursionismo. L'associazione Les Héno-kiens, che raggnippa tutte le aziende con almeno duecento anni di storia, ha invece premiato l'Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella, attiva a Firenze dal 1612, che apre i propri locali a serate musicali e di prosa ed esposizioni di pittura. Diesel, l'azienda d'abbigliamento di Marostica guidata da Renzo Rosso, ha ricevuto il premio De Agostini Rizzoli per la sua capacità di promuovere talenti in un ventaglio di settori, dalla musica al design, mentre II Sole 24 Ore ha premiato Centrica, pmi fiorentina dell'hi-tech che ha diffuso in rete un software innovativo per la fruibilità su larga scala di immagini d'opere d'arte ad alta definizione e creerà un archivio digitale per la Galleria degli Uffizi. Gli ultimi due riconoscimenti sono andati a Piaggio per il miglior museo d'impresa (premio Assolombarda) e a un gruppo di quattro aziende Calia Italia, De Carlo Infissi, Impresa Valore e Pastificio Ambra di Puglia che si sono consorziate per la creazione di una collezione in pro-gress di opere d'arte contemporanea (premio Vodafone). Nei sette anni di esistenza, il premio Impresa e Cultura ha selezionato 550 progetti (135 quelli valutati quest'anno, il 12,5 in più rispetto alla passata edizione) e l'ammontare complessivo degli investimenti realizzati nel 2002 per i progetti candidati è stato di 32,6 milioni di euro, che saliranno a 74 milioni nel triennio 2003-2005. A dimostrazione che investire in cultura fa bene anche ai conti delle imprese, ieri i promotori del premio hanno presentato uno studio («Cultura e competitività. Per un nuovo agire imprenditoriale») che mostra, alla luce di casi d'eccellenza in Italia e Regno Unito, come l'investimento culturale fornisca contributi specifici e in futuro misurabili alla crescita aziendale.