Il Centro Pecci di Prato è pronto a diventare grande. La "road map" è tracciata e martedì scorso la giunta ha varato, con relativo piano finanziario, il progetto definitivo. A giugno è previsto il progetto esecutivo, in autunno la gara d'appalto, a dicembre la "consegna dei lavori" e l'avvio del cantiere. L'opera disegnata dall'architetto olandese di origine giapponese Maurice Nio, contempla l'ampliamento del centro per l'arte contemporanea con l'edificazione di un anello in rame a circondare l'attuale struttura museale ideata nel 1988 dall'architetto Italo Gamberini. Anello in rame. Potrebbe vedere la luce nel giro di tre anni: le previsioni più ottimistiche non vanno oltre il 2010, quelle un po' più pessimistiche si allargano alla primavera del 2011. L'investimento complessivo è di 8 milioni e 333 mila euro, con un finanziamento di 5 milioni di euro proveniente dalla Regione. Il progetto definitivo prevede la suddivisione dell'intervento in due lotti: il primo per la ristrutturazione dell'immobile "antico" del Pecci, che ha bisogno di opere di messa a norma, soprattutto nell'area esterna e del boxshop meno nelle sale espositive, comunque interessate ai lavori. Il secondo lotto contempla invece la costruzione della nuova parte, così come l'ha concepita Nio. Ristrutturazione e ampliamento, come fanno notare dal Comune e dallo stesso Pecci, non comporterà l'interruzione delle attività del museo, che ha intenzione di trasformare in una occasione artistica lo stesso cantiere. Il Pecci del futuro avrà l'immagine di un anello sopraelevato su cortina vetrata che, al piano terra, suggerisce continuità spaziale rispetto all'area a giardino circondante l'edificio esistente. Il nuovo blocco, secondo la progetazione di Maurice Nio, si aggiungerà all'attuale edificio, preservato e mantenuto nella sua forma originaria. Alla fine dovrebbe contemplare una superficie espositiva (primo piano) di 1830 metri quadrati, con al piano terra hall di ingresso e reception (220 mq), bookshop (110 mq), caffè ristorante (290 mq), aule didattiche (110 mq) e laboratori (140 mq). Una superficie totale, comprendente altri spazi funzionali minori, di 2860 mq, sormontati da "un elemento sorprendente", che spicca sopra l'anello: una specie di "antenna", a testimoniare, nelle parole del suo progettista, l'architetto Maurice Nio, «la volontà del nuovo Pecci di farsi ricettore di segnali culturali».