«Gli etruschi della Piana di Lucca - La via del Frizzone e il sistema di insediamenti tra VIII e V secolo a.C." è il titolo del volume che sarà presentato domani alle 16,30 nella sala Maria Luisa a Palazzo Ducale. L'incontro, introdotto dal presidente Stefano Baccelli, vedrà il confronto tra gli autori del libro, Giulio Ciampoltrini della Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana e l'archeologo Michelangelo Zecchini. Al centro del dibattito vi sarà la "superstrada" etrusca, venuta alla luce a Casa del Lupo che risale al 500 a.C. e che rappresenta la più grande strada extraurbana finora scoperta in Etruria, ma vi sarà spazio anche per delle novità e precisazioni su tempi antecedenti a quelli presi in esame, soprattutto nell'ambito dell'VIII secolo a.C., periodo nel quale si va configurando l'ethnos lucchese. Gli autori dello studio, infatti, sono persuasi che le origini di Lucca parlino etrusco e lo dimostrano attraverso i singolari reperti, venuti alla luce al Chiarone di Capannori, in via Squaglia a San Concordio, a Tempagnano, al Romito di Pozzuolo, nelle tombe di Rio Ralletta e di Isola, nonché in vari altri siti etruschi che si trovano nel Padule di Bientina. Nel volume è inserito un contributo di Consuelo Spataro e Marcello Cosci, i quali ricostruiscono il corso dell'Auser e l'antico paesaggio lucchese, con foto satellitari.