IERI IL SOPRALLUOGO NELL'AREA ALLE SPALLE DEL MONUMENTO Macrico: il Ministero da domani al lavoro sul progetto preliminare. È quanto è emerso dal sopralluogo tenuto ieri nell'area militare dismessa dai tecnici di Rutelli in presenza del sindaco Petteruti, dell'assessore ai lavori pubblici, Alois, del soprintendente Guglielmo, della direttrice della Reggia Petrenga, dei tecnici della Provincia e dell'Istituto diocesano per il sostentamento del Clero, proprietario dell'area che il Governo ha inserito nel programma delle infrastrutture da realizzare nell'ambito delle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia. Stando ai progetti annunciati lo scorso mese di ottobre il Macrico dovrebbe essere acquistato grazie a fondi statali e regionali (per un totale di 40 milioni di euro) e trasformato in un parco urbano. «Il lavoro che da mesi, e con la sobrietà che il caso richiede, stiamo portando avanti con il Ministero per i Beni Culturali - commenta soddisfatto il sindaco Petteruti - comincia a dare i suoi frutti concreti, cosa della quale per la verità il sottoscritto non aveva mai dubitato. Nelle prossime settimane scenderemo nei dettagli tecnici ed economici per arrivare in tempi rapidi ad un progetto preliminare». I tecnici hanno infatti già stilato un calendario di incontri e tavoli istituzionali per mettere a punto nel più breve tempo possibile tutte le fasi salienti dell'operazione che deve necessariamente essere conclusa entro tre anni. «I tecnici - si legge in una nota diramata dall'Ente - pur conoscendo già la natura e le proporzioni dei manufatti e dell'area nel suo insieme, sono stati positivamente colpiti dallo stato degli oltre 330mila metri quadrati e dalla ubicazione degli stessi, elemento di raccordo tra il centro della città e il Real Sito di San Leucio, altro terminale del progetto che il Ministero intende realizzare in vista del traguardo del 2011». Dopo il perdurante silenzio, stavolta i contatti con il Comune ci sono stati. Personali, diretti e riservati con il sindaco Nicodemo Petteruti. Dell'ispezione ministeriale don Antonio Aragosa, presidente dell'Istituto Diocesano Sostentamento Clero, sapeva tutto prima che la notizia diventasse di pubblico dominio. Quanto al sopralluogo di ieri, si è svolto in un clima improntato alla collaborazione. «È un primo passo concreto - ha affermato don Aragosa - verso l'acquisizione dell'area. Ora aspettiamo gli sviluppi. La nostra più che paziente disponibilità nei confronti del Comune per il bene della città c'è sempre stata. Non so su quali basi e come faccia l'assessore Ceceri, che non ho mai incontrato, a rilasciare certe dichiarazioni». Sui venti milioni di euro già pronti e da versare all'Idsc don Aragosa è molto chiaro: «Il prezzo, 40 milioni di euro, è già dimezzato, il bene non può essere svenduto e sul punto non ci sarebbe più niente da discutere».