Nella comunità dei progettisti è in corso un acceso dibattito sulle nuove verticali: si contano sulla punta delle dita i grattacieli finora realizzati in Italia e gli esempi che il nostro paese può vantare costituiscono quelle che Renzo Piano definisce piuttosto come «case alte», basti pensare che il nostro grattacielo più alto è ancora il Pirellone di Gio Ponti a Milano che misura appena 126 metri contro i 300 della Torre progettata da Rem Koohlas a Città del Messico o i 425 metri della North-east Tower di Hong-Kong di Cesar Pelli. I progettisti non sono affatto daccordo sullergere a nuovo simbolo della modernità il grattacielo, sebbene questo liberi aree verdi, sfrutti lenergia eolica e lasci spazi per la città. Cè chi sostiene che la sfida ecocompatibile non passi per questa tipologia, cè chi invece porta come modelli da seguire lo sviluppo verticale degli Emirati Arabi o della Cina. Ma cosa ne pensano gli architetti? Per Franco Purini è giusto progettare grattacieli anche in Italia purché si tenga presente il rapporto con la città, un grattacielo deve essere radicato bene nel territorio, nascere da un tracciato, in passato il nostro paese ha svalutato questo modello nel suo complesso, oggi si sta colmando un ritardo. Massimiliano Fuksas promuove il grattacielo a pieni voti: è ecologico, in quanto a consumi ha raggiunto un punteggio altissimo nel protocollo di Itaca, pagellometro degli ecobuoni e degli ecocattivi, riduce la mobilità, recupera verde e costruisce senza consumo di spazio, ammonisce però contro la costruzione di gruppi di grattacieli isolati: vanno concentrati. E i pericoli di attentati? Ce ne sono anche per stadi e costruzioni basse, ci assicura Bob Emmerson, chairman del gruppo Arup: si stanno studiando strutture in acciaio che possono resistere agli impatti aerei, ascensori funzionanti in caso di incendio e più adeguati piani di evacuazione. Per Norman Foster i grattacieli sono il futuro dellarchitettura, soprattutto i grattacieli ecologici, con un mix tra abitazioni, uffici e servizi. Costruire in altezza è entusiasmante, a patto che la spinta verticale parta dal luogo in cui ledificio nasce e si sviluppa. Poi, cè il tema del combustibile pulito. I grattacieli ecologici sono la soluzione del futuro per inquinare di meno e risparmiare di più. La pensa allo stesso modo Richard Rogers, mostrando chiaramente con i suoi progetti come può cambiare il volto del centro di Londra. Per Paolo Portoghesi larchitettura verticale ha segnato gli anni a cavallo del nuovo secolo, ma non ha nulla a che fare con le qualità architettoniche che hanno reso il nostro paese famoso nel mondo: il senso dellequilibrio, larmonia delle proporzioni la forza plastica e dinamica della parete che modella lo spazio, la capacità di confrontare la più ardita modernità con leredità storica. Andrea Giunti sostiene che si può correttamente pensare ai grattacieli se si parla di «urbanistica verticale», di strutture urbane organizzate in altezza, pensate per non consumare territorio da destinare più opportunamente a verde e a spazi vuoti di relazione, che mantengano compatibilità prospettiche, sociali e ambientali con il contesto. Se ne può discutere senza timidezze, ma senza a tutti i costi dover inseguire il modello Dubai. A chi critica lindifferenza al contesto dei suoi grattacieli Zaha Hadid risponde che la frammentarietà è un modo di espressione della nuova città e che il rispetto per il contesto non sta nel ripetere le stesse cose che ci sono già, ma nel delineare nuove forme di abitare e nuove condizioni di vita. E del rispetto per la storia urbana? Per larchitetto anglo-iracheno conservare senza cambiare non è una forma di progresso. Daniel Libeskind, larchitetto di Ground Zero, sostiene che tutte le architetture nuove e diversissime, come i grattacieli per lItalia, sono destinate a cambiare lo skyline delle città, ma non la loro specificità e neppure la loro vocazione. Certo Milano non è Shangai con i suoi 400 grattacieli, ma non si deve neppure avere paura di cambiare. Gli architetti Pei-Cobb-Freed Partners di New York, con Caputo partnership, a chi li accusa di progettare architettura celebrativa rispondono: «Lintento è celebrare lo spirito del luogo e gli ideali: la trasparenza del vetro come la trasparenza della politica, lapertura allesterno come la relazione positiva tra governati e governanti, ma anche la sobrietà operosa dello stile di vita». I problemi delle imprese e lesterofilia Giù le Torri di Cesare Ligini sorte a Roma negli anni 60 per dar vita a un complesso trasparente e pieno di verde progettato da Renzo Piano. Abbiamo rivolto alcune domandea Carlo Santi dellimpresa Lamaro appalti, che si occuperà della realizzazione . Domanda. Quali problemi tecnici pone il grattacielo a una impresa di costruzioni? Risposta. La costruzione è più impegnativa sotto laspetto organizzativo e lo e meno in cantiere. Si utilizzano tecnologie diverse, più impegnative che, se supportate da strutture adeguate, possono far si che si lavori con più rapidità perché si sviluppa in elevazione. D. I costi di un grattacielo sono più elevati a parità di cubatura? R. Non si può dire a priori, come dicevo le strutture che si sviluppano in elevazione hanno maggiori costi di organizzazione e minori costi per le fondazioni e per il suolo, essendo la porzione di area occupata inferiore. D. I progettisti italiani spesso lamentano un eccesso di esterofilia nella scelta di assegnazione di incarichi prestigiosi come può essere la costruzione di un grattacielo, quale il suo punto di vista al riguardo? R. Rispetto al tema del grattacielo gli architetti italiani hanno maturato meno esperienza dei loro colleghi allestero, sono abituati a trattare argomenti più tradizionali e dunque incontrare maggiori difficoltà perché affrontare temi nuovi in generale e più complesso; in ragione di questo le imprese sfruttano le esperienze pregresse, prediligendo gli stranier perché hanno rivelato di possedere maggiori esperienze.
Altezza, dimensione futura
Il dibattito tra i progettisti italiani e stranieri sulle nuove verticali è in corso. Molti sostengono che il grattacielo sia un simbolo della modernità e che possa essere ecologico, riducendo la mobilità e recuperando verde. Altri criticiano l'idea di costruire grattacieli isolati e sostengono che si debba concentrare la costruzione in aree urbane organizzate. Gli architetti sostengono che il grattacielo possa essere progettato per essere ecologico e che i problemi tecnici siano gestibili. I costi di un grattacielo possono variare a seconda delle tecnologie utilizzate e delle strutture adeguate.
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