BAGNOLO. Limpulso offerto dal premio Nobel Dario Fo e linteresse mostrato dagli enti locali, in particolare Provincia e Comune di Reggio, aprono scenari nuovi per il futuro dei burattini di Otello Sarzi, ancora in cerca di un museo stabile e ormai prossimi allo sfratto dallex scuola di Pieve Rossa che, per anni, è stato il «ricovero» della preziosa raccolta dellartista. Gli oltre duemila burattini e il tanto materiale di scena, che documentano larte e il mondo di quello che è stato il più grande burattinaio del Novecento, dal 2001 sono fermi lì, in un edificio che il Comune di Bagnolo vuole destinare ad altri usi. A parte qualche «uscita pubblica», come quella in corso nelle sale comunali di palazzo Casotti (a Reggio), dal titolo «Itinerari dellimmaginario», non si sono mai mossi. La mostra dei burattini di Sarzi doveva chiudersi a fine gennaio ma è stata prorogata dallassessorato alle Attività produttive di Reggio (ufficio Promozione turistica, Iat) per soddisfare le richieste dei visitatori e consentire alle scuole che ne hanno fatto richiesta di seguire i laboratori. Una proroga chiesta dalla stessa Fondazione Sarzi, impegnata nel «salvataggio» del patrimonio artistico del burattinaio, che punta a organizzare un maxi evento proprio a palazzo Casotti, approfittando della disponibilità concessa da Dario Fo a intervenire. «Si stanno finalmente muovendo le cose - commenta Mauro Sarzi, figlio di Otello, che lavora a sua volta con i burattini - Ho sentito Dario Fo nei giorni scorsi e mi ha confermato che verrà a Reggio, entro il 24 febbraio, per sostenere il nostro progetto». Qual è lobiettivo? «Quello che mi interessa, in questo momento, è poter costruire qualcosa di importante e far sì che questo materiale e le idee possano proseguire, trovando una collocazione stabile che sia un vero e proprio palcoscenico e non un semplice "ricovero". Ringrazio perciò Dario Fo, per la mano che vuole darci, ma anche il Comune di Reggio, che addossandosi dei costi ha deciso di proseguire la mostra, e la Provincia. Ho parlato con la presidente Sonia Masini, le ho spiegato i tanti progetti che si possono mettere in piedi grazie ai burattini, a partire dalla rieducazione dei bambini ricoverati in ospedale. Lho ringraziata per il suo interessamento e spiegato che lo statuto della Fondazione Sarzi (ente privato, ndr) si può anche cambiare, se è questo il problema che impedisce di far decollare il progetto del museo dei burattini». Quandè che i reggiani potranno vedere allopera Dario Fo con i burattini costruiti da suo padre? «Lidea, al di là dello spettacolo, è quella di organizzare unintera giornata (con momenti diversi) per iniziare a parlare di progetti concreti. Stiamo lavorando per una data che possa mettere daccordo tutti e sarebbe bello che potesse essere sabato 16 febbraio». Cosa succederà quel giorno a Reggio? «Penso a un incontro nella sede della Provincia, al mattino, con la presidente Masmi, i sindaci dei Comuni di Reggio e di Bagnolo, il direttore dei Teatri, gli assessori alla Cultura e alla Sanità della Regione Emilia Romagna, alla presenza di Dario Fo. Credo che impegni che verranno presi davanti a una figura così importante come un premio Nobel siano una vera e propria garanzia per il futuro dei burattini. Lobiettivo è un protocollo dintesa, per sancire lutilizzo dei burattini nella Sanità, cosa che peraltro avviene già, visto che lavoro a diversi progetti allospedale di Parma insieme al professore Adriano Ferrari (primario di neuropsichiatria infantile allospedale Santa Maria Nuova di Reggio, ndr)». E nel pomeriggio, cosa succederà? «Porteremo tutti quei protagonisti a palazzo Casotti, dentro la mostra, dove convocheremo anche la stampa reggiana e nazionale, magari per fare un annuncio importante, davanti a tutti. Vogliamo creare un museo permanente, ma che sia una mostra viva, attiva, che possa ospitare tanti bambini, i loro nonni, ma anche i giovani dellUniversità, per lanciare progetti concreti. Ultimo appuntamento della giornata, non meno importante, potrebbe essere quello spettacolo annunciato da Fo a favore dei burattini di mio padre». Dove verrà allestito il museo dei burattini di Otello Sarzi? «Se avessimo già unidea e una sede, non sarebbe nata tutta questa situazione. Ma una cosa è certa: dovrà essere a Reggio, fulcro della vita culturale della provincia, in un luogo accessibile a tutti».