Otto comuni dellarea uniti per valorizzare il patrimonio artistico in chiave turistica. Un turismo delite per sfruttare al meglio le opportunità di essere il sito Unesco più vasto del mondo. La Val di Noto fa parte dellesclusiva lista dal 2002, grazie alle bellezze architettoniche delle sue città barocche e alla natura particolare del Sud Est della Sicilia, ma il valore dei luoghi non era ancora stato valorizzato da una politica comune di promozione e di sviluppo del territorio. Solo nel gennaio del 2007 è nata lassociazione Distretto culturale del Sud Est, partecipata dallassessorato regionale ai Beni culturali. A far parte dellassociazione i comuni di Caltagirone, Militello val di Catania e Acireale (Ct), Piazza Armerina (En), Modica, Ispica e Scicli (Rg), Palazzolo Acreide e Noto (Sr) e Mazzarino (Cl) che hanno unito gli sforzi per creare le condizioni migliori per lo sviluppo del turismo nella zona. «Cè grande fermento tra gli imprenditori delle nostre province - dice Piero Torchi Lucifora, presidente dellassociazione e sindaco di Modica - che stanno cominciando a capire il valore del riconoscimento Unesco. Le aziende più importanti stanno tutte diversificando la propria attività, improntandola verso il turismo. Per esempio le aziende agricole si stanno sempre più orientando verso la realizzazione di agriturismi e resort. Tutti di un certo livello, dal momento che il turista che viene a visitare le nostre zone annartiene ad una fascia colta, disposto a pagare per servizi di un certo tipo». Lunico neo, per ora, sono le infrastrutture. Ma non sembra rappresentare un problema. Secondo il dossier Unesco la lentezza negli spostamenti interni permette di apprezzare meglio le bellezze del luogo. E poi, a breve saranno operativi laeroporto di Comiso e il porto di Pozzallo, dove verrà realizzato anche un approdo per le navi da crociera. Il miglior biglietto da visita per il Sud est della Sicilia.