Il sindaco tenta il blitz e presenta in Consiglio comunale ... Il sindaco tenta il blitz e presenta in Consiglio comunale la delibera che il suo assessore al Commercio aveva deciso di ritirare. Delibera che prevede di barattare le licenze per la vendita di grano in piazza San Marco con licenze per la vendita di souvenir. "Non c'è alternativa - spiega il sindaco Massimo Cacciari - A meno che non decidiamo di ricomprarci le licenze e allora si apre una fase di contrattazione che non so quanto lunga e quanto onerosa sarà. Ma noi abbiamo fretta di decidere perchè dal 30 aprile di quest'anno sarà vietato vendere il grano in piazza San Marco." E' Beppe Caccia, a suon di regolamento del Consiglio a stoppare il colpo di mano del sindaco. Niente da fare, la discussione torna in Commissione ma tutto lascia pensare che il Consiglio comunale si orienterà verso il "giusto indennizzo". Il che significa che con tutta probabilità ai "banchettari" verrà dato l'equivalente di una decina d'anni di introiti, ma sulla base delle dichiarazioni dei redditi. E siccome è gente che non figura tra i maggiori contribuenti della città, è facile che il Comune se la cavi con un centinaio di migliaia di euro per ognuno. La voce che circola infatti è che la dichiarazione media sia sui 12 mila euro l'anno. Se è vero, dieci anni valgono 120 mila euro. Una miseria. A Venezia non ci si compra nemmeno le ruote di un banchetto per la vendita di grano in piazza San Marco, con quella cifra. Ma sarebbe un segnale niente male, questo di dare indennizzi a colpi di dichiarazione die redditi. E sarebbe un segnale anche iniziare a ritirare le licenze eterne che il Comune ha concesso finora. Magari per metterle all'asta ogni tot di anni e farci i soldi sul serio, altro che piangere sul bilancio comunale - ragionano i Consiglieri comunali. E il bello è che i più duri siedono sui banchi dell'opposizione, il che fa sospettare che abbia ragione chi dice che da sempre c'è una sponda politica a Cà Farsetti che cura gli interessi di parte. L'opposizione invece dice chiaramente che l'interesse della città è non aprire nuovi banchetti di "gondoete". E' questo il succo del lungo dibattito che c'è stato ieri in Consiglio comunale convocato a Mestre. La delibera dei colombi era all'ordine del giorno, ma l'accordo già siglato fra i partiti era quello di rimandare la discussione per acquisire il parere dell'avvocatura civica. Perchè, se gli avvocati del Comune dirannoc che la strada del giusto indennizzo è perseguibile, allora non ci son santi, si andrà su quella strada. Anche se, secondo il sindaco, questo vuol dire aprire la strada alle cause in Tribunale, con il rischio di ritrovarsi i banchetti del grano in piazza San Marco, riportati lì da una sentenza del Tar. La maggioranza cerca di dire di no a Cacciari senza darlo a vedere. Piero Rosa Salva fa una arrampicata su specchi cosparsi di saponata quando chiede che la delibera indichi esattamente i posti dove dovrebbero trasferirsi i banchetti. Che è un modo da gran marpione per far saltare tutto senza mettere in difficoltà Cacciari. Ma Michele Zuin, di Forza Italia, è il più lucido e il più duro di tutti: "Questa delibera è stata bocciata dalla Municipalità. La Soprintendenza , il Ministero, il mondo, ci dicono che non possiamo aprire la strada a nuove licenze di souvenir. Dunque, le concessioni di occupazione di suolo pubblico vanno revocate e le licenze ritirate - spiega Zuin -La Giunta individui un indennizzo forfettario da corrispondere agli operatori." Come dire: cari venditori di grano, cominciate a tirare fuori la dichiarazione dei redditi, che si ride.
Barattare le licenze per la vendita di grano in piazza San Marco con licenze per la vendita di souvenir.
Il sindaco Massimo Cacciari ha presentato in Consiglio comunale una delibera che prevede di barattare le licenze per la vendita di grano in piazza San Marco con licenze per la vendita di souvenir. L'opposizione, guidata da Beppe Caccia, ha bloccato il provvedimento. La discussione è tornata in Commissione, ma sembra che la maggioranza si orienterà verso l'indennizzo per gli operatori. I Consiglieri comunali hanno espresso la necessità di dare indennizzi a colpi di dichiarazione dei redditi e di ritirare le licenze eterne. L'opposizione ha invece espresso l'opinione che l'interesse della città è di non aprire nuovi banchetti di "gondoete".
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