Dalla veduta del quarto secolo in Santa Pudenziana alla prima San Pietro nellIncendio di Borgo fino agli scorci di Roesler Franz "Soltanto a Roma ho sentito cosè realmente un uomo" scrive Goethe nel 1786. Roma, una meta imprescindibile nelletà dellilluminismo e del Grand Tour. Un mito creato prima di tutto dagli artisti che lhanno raffigurata attraverso mosaici, dipinti, disegni e incisioni. Il nostro itinerario alla scoperta della Roma picta - in vista delluscita domani in edicola del libro di Repubblica I colori di Roma - comincia dalla chiesa di Santa Pudenziana: al centro del mosaico absidale (IV secolo d. C.) compare il profilo di una città di templi e palazzi, certamente ispirato allaspetto che doveva avere allora la capitale dellimpero cristiano. Da quellimmagine arcaica e solenne, passiamo ai palazzi Vaticani, dove Raffaello, chiamato da papa Giulio II allalba del 500, offre scorci di notevole bellezza della Roma rinascimentale. A cominciare da una rara immagine dipinta della facciata medievale della basilica di San Pietro nellaffresco dellIncendio di Borgo, accompagnata da una suggestiva veduta sullo sfondo dellIncontro tra Leone III e Attila, nella sala di Eliodoro. Negli stessi anni, un amico e collega di Raffaello, Baldassarre Peruzzi, è impegnato a decorare la villa di Agostino Chigi in Trastevere (oggi villa Farnesina) dove nel 1514 realizza la sala delle Prospettive, con un colonnato affrescato a trompe loeil: tra le colonne si intravedono diversi scorci di Roma, con tanto di minuziosi dettagli dipinti a fil di pennello. Unaltra veduta urbana fa da arioso sfondo al Bagno di Betsabea (1552-54) affrescato da Francesco Salviati in palazzo Sacchetti (via Giulia 66; visitabile solo su richiesta). Più comuni le scene urbane del Seicento, come quella realizzata dal Domenichino nellaffresco con Santa Cecilia che dona le sue ricchezze ai poveri (1614) in San Luigi dei Francesi. A celebrare i fasti della Roma barocca sulla tela non è un italiano, ma un olandese, Gaspar Van Wittel: tra le vedute custodite in alcune importanti pinacoteche romane, Castel SantAngelo alla Galleria Corsini. Protagoniste assolute del vedutismo romano del Settecento sono invece le incisioni di Piranesi custodite alla Calcografia nazionale, mentre chi ama le atmosfere un po malinconiche delle piazze romane di metà Ottocento può ammirare le tele di Ippolito Caffi esposte a palazzo Braschi o gli acquerelli della Roma sparita di Ettore Roesler Franz al museo in Trastevere. I cantori di Roma del primo Novecento sono i pittori della Scuola Romana, conservati nelle collezioni (attualmente chiuse al pubblico) della Galleria comunale in via Francesco Crispi: il Cardinal Decano di Scipione e le Demolizioni di Mario Mafai testimoniano il volto della capitale, sempre in bilico tra passato e presente, tradizione e modernità.