LINTERVENTO Per quanto Renzo Piano sia senza dubbio il Genovese, ma forse anche lItaliano, più internazionale oggi su piazza, è divertente notare come mentre da un lato egli si muova con navigata disinvoltura sul palcoscenico globalizzato della professione, dallaltro, a casa sua, si comporti da perfetto Homo Ligusticus. Così ieri, quasi in punta di piedi, col tipico understatement genovese, è stato protagonista di un evento di grande rilevanza, che inaugura una nuova stagione per la cultura architettonica della nostra città. Tuttavia non vuole che si parli dinaugurazione, essenzialmente perché da perfezionista maniacale qual è, la struttura in cui sè svolto levento necessita ancora qualche ritocco. Eppure ieri, per la prima volta, egli ha aperto le porte della nuova fondazione che porta il suo nome, la Fondazione Renzo Piano, a un pubblico di studenti e di docenti darchitettura. Il motivo di tanto riserbo e basso profilo forse nasce anche dal fatto chegli prova un comprensibile ritegno allidea dintitolarsi unistituzione di diritto pubblico e anzi la cosa glispira scongiuri molto marinareschi e molto liguri, avendo orrore non solo dautocelebrarsi ma, ancor peggio, automuseificarsi. In realtà, lo scopo di tale fondazione è molto semplice e concreto ed è quello dorganizzare e gestire, nei tempi e nei modi adeguati, lo sterminato archivio di disegni, modelli e documenti di varia natura, consistenza e dimensione, accumulato nei quasi cinquantanni di febbrile attività. Gli archivi degli architetti sono entità fragili, esposte a ogni rischio, dalla dispersione al danneggiamento irreversibile ed è quindi necessario accudirli con le giuste precauzioni. Si pensi che per il solo Beaubourg i disegni archiviati sono circa diecimila. Ai disegni saggiunge poi uninfinità di modelli a varia scala, dai modelli urbanistici, a quelli architettonici, a quelli di dettaglio costruttivo, fino ai prototipi a grandezza reale di oggetti di design o di componenti edilizi. E mi sembra quindi una gran bella notizia il fatto chegli abbia deciso di radicare questa sua fondazione proprio qui, nella sua terra, legando larchivio alla nostra città, dotandola così di un ulteriore e importante giacimento culturale. Di certo non avrebbe avuto difficoltà, e anzi avrebbe anche facilmente trovato sostegno finanziario e istituzionale, nel realizzare la cosa a Parigi, dove opera da sempre e dove ha sede il suo ufficio principale. Che sia dunque per lorgoglio delle proprie origini, o per listinto del navigante che cerca sempre rifugio nel luogo del suo primo imbarco, non possiamo che rallegrarci di questa sua scelta. Grazie anche al sostegno della Provincia di Genova, che ha messo a disposizione unarea precedentemente usata a parcheggio, questa iniziativa ha, inoltre, permesso di completare il recupero urbanistico di Punta Nave. La nuova Fondazione, ricorrendo a risorse proprie, nel 2004 ha acquistato e restaurato ledificio ottocentesco di una vecchia pensione, posto sul promontorio che termina il rettilineo di Vesima, ai piedi dellufficio del Renzo Piano Building Workshop. Dopo un intervento di risanamento conservativo durato circa due anni, che pur rispettando le caratteristiche tipologiche e i materiali esistenti, ha introdotto nuove tecnologie ecosostenibili a pannelli solari per la climatizzazione, si è così ottenuto un complesso, oggi battezzato "Villa Nave", capace daccogliere e di conservare nel migliore dei modi i delicati materiali darchivio. Oltre a ciò, gli spazi concessi dalla Provincia hanno permesso di risistemare lelemento costruttivo in legno lamellare tratto dal museo dei Kanak, in Nuova Caledonia, e già esposto per "Arti e Architettura" nel 2004 in piazza Corvetto, nonché il frammento di trave del Beaubourg realizzato per lultima mostra alla Triennale di Milano. Tali spazi saranno inoltre disponibili per installazioni temporanee di studio, come nel caso del prototipo di casa minima attualmente visibile. Ma cosa particolarmente interessante, di cui ieri sè avuto un primo saggio, è il fatto che il nuovo complesso della Fondazione Renzo Piano sia anche pensato come luogo dincontro aperto a studenti laureandi e dottorandi, a giovani ricercatori, a studiosi e a chiunque operi nel campo della cultura architettonica. La stessa fondazione offre, del resto, a dodici studenti provenienti da altrettante università di varie parti del mondo, inclusa la Facoltà di Genova, borse di studio per effettuare uno stage annuale nel Renzo Piano Building Workshop. E del resto ieri, lo stesso Renzo Piano dialogando coi novanta studenti genovesi e coi loro professori Enrico Bona, Franz Prati, Marco Casamonti e Gianluca Peluffo ha ribadito proprio la volontà di dar vita, attraverso la Fondazione, a unattività di tipo maieutico, non alternativa, né tanto meno antagonista a quella svolta dallUniversità, ma semmai "integrativa", mostrando cioè, in presa diretta, il funzionamento di una grande "bottega darchitettura", come egli ama definire il suo ufficio. Piano ha, anzi, sottolineato limportanza dellistituzione universitaria, il suo ruolo imprescindibile, ricordando anche lesperienza personale di studente, prima a Firenze, poi al Politecnico di Milano, nei primi anni '60, allepoca delle prime occupazioni, da cui avrebbe assunto quell"ansia del sociale" che avrebbe poi informato tutta la sua attività professionale. "Fare Architettura" o "Architecture in the making" sarà forse il titolo di una serie dincontri, o di conversazioni pubbliche, che in questaula della Fondazione sperimentata ieri per la prima volta, due o tre volte allanno, Renzo Piano terrà invitando ospiti e amici architetti provenienti da tutto il mondo, proprio allo scopo di comunicare ai giovani la passione del mestiere, di questo mestiere bellissimo, eppure così complesso, sintesi di scienza e di arte, di tecnica e di cultura umanistica, ma soprattutto di tanta fatica e di uninterminabile "ricerca paziente". STEFANO FERA
LIGURIA - Una Fondazione per custodire lopera geniale di Renzo Piano
Ieri, Renzo Piano ha inaugurato la Fondazione Renzo Piano a Genova, una nuova istituzione che mira a conservare e gestire l'archivio di disegni, modelli e documenti dell'architetto. La fondazione è stata realizzata in un edificio ottocentesco di una vecchia pensione, che è stato restaurato e dotato di tecnologie ecosostenibili. La struttura sarà utilizzata anche come luogo di incontro per studenti, ricercatori e studiosi, e offrirà borse di studio per studenti di architettura. Renzo Piano ha sottolineato l'importanza dell'istituzione universitaria e il suo ruolo nel formare gli architetti. La fondazione sarà anche un luogo per comunicare la passione del mestiere di architettura ai giovani.
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