Gli italiani sanno poco dell'architettura contemporanea. Ma d'altro canto, che cosa offre l'architettura di oggi agli italiani? Lo abbiamo chiesto a Massimiliano Fuksas, una delle figure più rappresentative dell'architettura italiana contemporanea. «Credo che offra pochissimo, perché gli architetti tendono a sfuggire a questa fatto: l'architettura deve farsi carico dell'utilità. Lo diceva Vitruvio: non funzionalità. Ma utilità. Insomma, nel progetto architettonico deve trovare spazio la dimensione del servizio che esso svolge. Mi spiego: capita che l'architetto progetti partendo dall'aspetto estetico. Bisogna prima dare una risposta di qualità alle necessità della gente. E poi, quando un progettista è molto bravo, arriva a compiere opere capaci di far provare piacere, cioè di agire sul piano dell'estetica». Spesso si parla di ecomostri: edifici molto difficilmente gestibili, la cui diffusione ha contribuito a creare distanza tra cittadini e architetti... «Ma l'architetto è parte integrante della società, non opera nel vuoto. Il problema è che sin dagli anni '60 si è distaccato dalla realtà per operare secondo criteri autoreferenziali. È stato individuato un linguaggio specifico ed è stato seguito, spesso in modo astratto». Si riferisce al razionalismo? «No, il razionalismo è una componente importante dell'architettura contemporanea. Nell'architettura c'è, ci deve essere, la parte razionale. Ma questa deve andare assieme alla parte emozionale: sono due anime che non possono essere scisse. Quello che occorre evitare è il livellamento in un linguaggio che nessuno comprende, che esprime solo sé stesso senza dialogare con la gente. In Italia di aberrazioni negli ultimi 50 anni ne sono state compiute un'infinità. A partire dai piani regolatori che non funzionano e non rispondono alle necessità reali...». A un certo punto bisognerà riuscire a trovare soluzioni utili per le nostre città. Nella formulazione delle proposte, il ruolo degli architetti è cruciale. «Il disegno di legge quadro sulla qualità architettonica, approvato dal Consiglio dei ministri a luglio, si muove in questa direzione. Oggi spesso l'architetto è visto come un arredatore di appartamenti. Ma la sua prima responsabilità forse dovrebbe essere quella di "arredare" la città: lo spazio pubblico, prima che quello privato».
Fuksas: Il nostro errore? Estetica poco attenta alla funzione
Massimiliano Fuksas, architetto italiano, sostiene che l'architettura contemporanea offre poco agli italiani. Secondo lui, gli architetti dovrebbero dare priorità all'utilità e non solo all'estetica. Fuksas critica il fatto che gli architetti tendano a sfuggire a questa realtà e a concentrarsi solo sull'aspetto estetico. Egli sostiene che l'architetto è parte integrante della società e che il suo ruolo è quello di rispondere alle necessità della gente. Fuksas critica anche il fatto che gli architetti si siano distaccati dalla realtà e abbiano seguito criteri autoreferenziali. Egli sostiene che l'architettura deve essere un equilibrio tra la parte razionale e la parte emozionale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo