I LUOGHI torri costiere, cantieri navali, fari e porti dellAdriatico: un patrimonio da censire, salvare e valorizzare con un attento riutilizzo. Larcheologia industriale marittima pugliese, che comprende anche lArsenale militare di Taranto, è un insieme di grande importanza, nel quale si compendiano storia, architettura, urbanistica ed ingegneria portuale. E che un progetto mira a salvaguardare. Se ne discute domani a Taranto, in un convegno organizzato dal Cnr Ibam di Lecce. Attività produttive marittime, torri costiere, cantieri navali, fari e porti dellAdriatico: un patrimonio da censire e da salvare, al quale Cnr-Ibam di Lecce dedica una giornata di studi - il tema è "Conoscenza, tutela e valorizzazione del patrimonio industriale" - in programma domani a Taranto al Palazzo della cultura. «Il patrimonio marittimo - anticipa Antonio Monte, docente di Archeologia industriale alla facoltà di Beni culturali dellUniversità del Salento -è uno dei nuovi grandi campi di indagine e di intervento dellarcheologia industriale europea. Si tratta di complessi di rilievo mondiale nei quali si compendiano storia, architettura, urbanistica ed ingegneria portuale. Larea adriatica ne costituisce uno straordinario esempio: non a caso oggi è allattenzione di organismi nazionali e internazionali operanti nel campo della salvaguardia, conservazione, valorizzazione e riuso del patrimonio industriale». Lidea è quella di censire lintero patrimonio marittimo e di valorizzarlo attraverso la realizzazione di pubblicazioni, itinerari, centri di interpretazione, mostre e convegni, anche in considerazione della forte espansione del turismo nautico nellAdriatico. «Lungo il litorale adriatico che va da Termoli a Monopoli, toccando Manfredonia, Barletta, Trani, Molfetta, Bari, Mola e Polignano a Mare - spiega il docente - si incontrano centri marinari che già in età moderna, ma ancor di più negli ultimi due secoli, hanno fondato la loro prosperità sulle attività di pesca e di commercio con le coste dalmate, montenegrine e albanesi. Al servizio di queste attività sono sorti complessi portuali, cantieri navali, fondachi e magazzini generali, stazioni doganali: insomma, tutto un patrimonio di edilizia portuale in gran parte poco valorizzato. Nasce da qui lesigenza di individuare e tutelare i siti per costruire un percorso di nuova conoscenza storica che, al di là delle tradizionali fonti artistiche e monumentali, possa fornire le basi di un itinerario turistico-culturale». Un tempo, in effetti, lAdriatico era vissuto nella sua unità come un mare intessuto di positive relazioni fra le città marinare, che costituivano i nodi di un unico sistema marittimo, economico e culturale. Oggi lo stesso mare può diventare il palcoscenico dellarcheologia industriale marittima, aspetto finora poco considerato e studiato. Larea del basso Adriatico, in particolare la costa salentina, si caratterizza per la presenza di valenze fortemente diverse fra loro: i complessi portuali di Brindisi, San Cataldo (attivo fin dallepoca romana), Otranto, Gallipoli e Taranto racchiudono e sintetizzano le caratteristiche del territorio di frontiera, dove le realtà portuali non hanno rappresentato solo relazioni e traffici commerciali, ma sono state anche sintesi di culture e civiltà. A questo paesaggio marittimo appartengono specificità quali i fari di Torre Canne, Brindisi (Forte a Mare, Pedagne e Punta Riso), San Cataldo, Punta Palascìa a Otranto, Santa Maria di Leuca, SantAndrea a Gallipoli e Capo San Vito e San Paolo a Taranto, che sono a tutti gli effetti patrimonio storico-culturale dellAdriatico e dellintero Mediterraneo. Da salvare e valorizzare. Non meno importante è lArsenale marittimo militare di Taranto, snodo per la vita marina del Mezzogiorno, da salvaguardare e tutelare non solo per sottrarlo a speculazioni o demolizioni, ma anche per fornire unopportunità di sviluppo del sistema locale. «Abbiamo lavorato sullArsenale - conclude Monte - per tracciare un percorso conoscitivo e propositivo, grazie al quale lo studio di una realtà marittima diviene somma di informazioni, catalogazione scientifica, ipotesi di riuso, incentivazioni economiche e sviluppo locale».
PUGLIA - Quei musei in riva al mare. Fari, porti, cantieri: un progetto per il recupero dellarcheologia industriale
Domani a Taranto si svolge un convegno organizzato dal Cnr Ibam di Lecce per discutere del patrimonio industriale marittimo pugliese. Il patrimonio marittimo è uno dei nuovi grandi campi di indagine dellarcheologia industriale europea. Larea adriatica è uno straordinario esempio di complessi di rilievo mondiale che comprendono storia, architettura, urbanistica ed ingegneria portuale. Il convegno mira a salvaguardare e valorizzare il patrimonio industriale attraverso la realizzazione di pubblicazioni, itinerari, centri di interpretazione, mostre e convegni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo