Ho fondato nel 1982 a Roma Campania Felix per la diffusione del patrimonio storico, artistico, culturale di Napoli e della regione. In questi anni l'associazione ha raccolto ampi consensi e ha visto la presenza di autorevoli esponenti della cultura napoletana ma anche l'entusiastica partecipazione di tanti napoletani meno noti e di quanti, non napoletani, apprezzano la nostra cultura. Purtroppo negli ultimi tempi, per il degrado nel quale è caduta la nostra città, abbiamo registrato un distacco da Napoli dei napoletani di Roma, che non nascondono disagio e sofferenza. E oggi, dopo la catastrofe dei rifiuti, si sentono colpiti nell'orgoglio e si chiedono: "Che vale parlare di Di Giacomo, Russo, Eduardo, Viviani quando l'immagine di Napoli nel mondo è stata così duramente deturpata?". C'è ancora una Campania Felix come luogo dell'anima che valga la pena di ricordare? Il nostro statuto dice che felix significa fertilità non solo della terra ma dell'ingegno. E oggi abbiamo tanti illustri napoletani. E allora Campania Felix non chiuderà; continuerà a ricordare i grandi del passato e quanti nel presente operano con successo. Tutti insieme speriamo che possa nascere un forte senso civico, un maggiore rispetto. Ci auguriamo che le autorità cittadine, finita l'emergenza, si impegnino per la tutela della salute pubblica, perché a Napoli tornino i turisti. È un sogno? Coraggio, rimbocchiamoci le maniche. Toccato il fondo, si può, si deve, risalire. Di Campania Felix il dottor Landolfi è tuttora presidente. Perché al Nord lo fanno, e presto?