Serve una revisione di tutta la pianificazione urbanistica, partirà subito uno studio approfondito sulla situazione generale» LUCCA. Prima di tutto la viabilità di grande collegamento lungo la statale del Brennero e dal ponte Carlo Alberto Dalla Chiesa al casello del Frizzone. Ma, poi, nell'agenda urbanistica del sindaco c'è anche la revisione dell'altezza degli edifici che non vuole fissare, a tutti i costi, a 14 metri e mezzo. C'è il calcolo di quanto si è costruito e di quanto, ancora, si può costruire. C'è la discussione del regolamento delle corti rurali, con la revisione di norme restrittive perché applicate a fabbricati che «non sono di corte». In sostanza, Favilla annuncia una «revisione di tutta la pianificazione urbanistica: con i tecnici di settore, infatti, partirà subito uno studio approfondito sulla situazione urbanistica generale del territorio». Nel frattempo, però - assicura il sindaco - saranno rivisti (e corretti) alcune grandi operazioni immobiliari come quella di S. Anna. «Ci sono le premesse - osserva Favilla - per un lavoro condiviso, come quello per il primo stralcio di variante, approvato all'unanimità, a dimostrazione che i correttivi sono ritenuti necessari da tutti». E che non è in corso una guerra ai geometri. Favilla, dunque, ammette che c'è ancora molto da fare. Ma non vuole andare di fretta. L'unica delibera che porterà in consiglio comunale in tempi strettissimi - il tempo di recepire il parere delle circoscrizioni - è proprio quella che riconduce i piani norma (quelli delle grandi operazioni immobiliari) sotto il diretto controllo dei consigli comunali. E subito dopo vuole affrontare la questione del piano norma di viale Einaudi, operazione immobiliare da 200-300 appartamenti, albergo, multisala, centro commerciale, negozi e uffici. «Oltre a queste, le problematiche da affrontare sono molte. Su due ci dovremo concentrare. La prima è la questione del regolamento delle corti; poi c'è la faccenda delle altezze massime consentite». Per il regolamento delle corti - adottato dal commissario - Favilla ricorda di aver riaperto i termini per la presentazione delle osservazioni. I termini sono scaduti il 15 dicembre e ora uffici e commissione urbanistica devono vagliare le richieste di modifica arrivate, prima di riportare la pratica in consiglio comunale per l'approvazione definitiva. «Da quello che ho visto - sostiene Favilla - ci sono alcune modifiche da apportare a questo regolamento, che ha vincolato anche case che non sono di corte». Riguardo alle altezze, invece, Favilla si dice contrario a fissare un tetto massimo a 14,5 metri su tutto il territorio: «Credo che debbano essere adottati altri parametri rispetto a quelli proposti per stabilire le altezze massime consentite. Ad esempio, nei paesi non si può certo arrivare a 14,5 metri: gli edifici devono restare più bassi, in coerenza con la storia antica e lo sviluppo urbanistico e architettonico. Al contrario in area urbana 14,5 metri possono anche essere pochi: basta pensare, ad esempio, che all'Arancio ci sono palazzi di case popolari alti 25 metri. Ma non è solo questo. Non si può fissare un limite che nelle aree a destinazione produttiva non può essere rispettato, visto che un carroponte arriva a 18 metri. Né si può impedire a un albergo di svettare, di avere 6-7 piani». Il confronto, dunque, è appena cominciato. E investirà anche il calcolo dei volumi «per evitare - conclude Favilla - che continui l'uso eccessivo di territorio». I.B.