«Sconcertati». Questo il commento del sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, dopo che il Tar toscano con un suo decreto ha imposto al Comune la rimozion edei totem informativi sulla tramvia, installati in piazza della Repubblica. Per il sindaco, a differenza dei magistrati amministrativi, si tratterebbe di «attività di comunicazione istituzionale e non di propaganda ». Inoltre Domenici sottolinea come il Tar abbia fatto proprie in modo «acritico» le argomentazioni del comitato antitram, si tratterebbe di un metodo che«suscita perplessità e inquietudine » poiché «non dà l'impressione di un giudizio approfondito ed equilibrato». Il Tar ha fissato per il 14 febbraio prossimo la camera di consiglio per decidere sull'annullamento del provvedimento. Così fino a quella data i totem saranno imbiancati, come comunicato da Palazzo Vecchio con una nota, poi se il Tar accoglierà le osservazioni dell'amministrazione comunale torneranno in piazza prima del referendum, diversamente, come preannunciato dal vicesindaco Matulli, rifaranno la loro comparsa dopo la tornata elettorale. «Noi abbiamo il dovere di fare comunicazione e riteniamo che quella lo sia, non si tratta di propaganda» insiste il vicesindaco. A chiedere di togliere i totem da piazza della Repubblica era stato il promotore del referendum, Mario Razzanelli. Proprio ieri l'esponente dell'Udc, uomo di punta degli antitramvia, ha presentato un sondaggio dell'istituto Freni commissionato dallo stesso Razzanelli. Secondo questo sondaggio: il 52degli artigiani e dei commercianti ha dichiarato di essere contro la linea 2 della tramvia; il 30 si esprimerà a favore, il 18 si è detto indeciso. Lo studio è stato effettuato, tra il 20 e il 23 gennaio, su un campione di 396 titolari o responsabili di attività artigianali e commerciali. «Io i suoi sondaggi non li commento più» fa notare Matulli, che ricorda come le associazioni ufficiali dei commercianti e artigiani, inclusi gli industriali, siano favorevoli alla tramvia «hanno sempre detto: andate avanti e sbrigatevi». «Miverrebbe voglia di dire: ma se fossero veri quei dati, le associazioni di categoria, starebbero zitte?» rincalza il vicesindaco