Viene considerato il cuore della memoria storica di Parma, ma il Comune, che ne è il proprietario, ha deciso di «restaurarlo» in una maniera piuttosto singolare. Attraverso la procedura del project financing, che garantisce a una impresa privata una parte delledificio in questione in cambio del restauro, nel complesso quattrocentesco dellOspedale Vecchio, monumento nazionale dagli anni Venti, interamente vincolato, sede dellArchivio di Stato e dellArchivio comunale, limpresa Pizzarotti vorrebbe costruire un albergo di lusso, dei negozi, un ristorante, che dovrebbero affiancare una sorta di «Cittadella della carta e del cinema». Ciò significherebbe smembrare lArchivio di Stato e mettere a repentaglio la struttura stessa dellantico ospedale. Tutto è cominciato nel 2004. Tra un seduta e laltra del Consiglio di Stato e del Tribunale amministrativo regionale, si è arrivati alla sentenza del Tar parmense che, nel novembre del 2007, ha bloccato il progetto. Ora, però, dovrà dire la sua nuovamente il Consiglio di Stato, il cui pronunciamento è atteso per linizio di febbraio. Intanto, dal 2004 a oggi, si sono succeduti gli appelli e le iniziative per la salvaguardia di unopera architettonica e storica che, secondo il codice Urbani che regola e protegge i beni culturali, è classificata «complesso monumentale», ovvero «una pluralità di fabbricati edificati anche in epoche diverse, che con il tempo hanno acquisito, come insieme, una autonoma rilevanza artistica, storica o etnoantropologica». In prima linea, nella battaglia contro quello che viene ritenuto un gravissimo scempio, ci sono lassociazione Monumenta presieduta dallavvocato Arrigo Allegri, Italia Nostra, numerosi studiosi italiani e stranieri: dallo storico Vittorio Scotti Douglas allo spagnolo Josè Luis Rodriguez de Diego, direttore dellArchivio General de Simancas; da Daniela Romagnoli, già docente di Storia medievale allUniversità di Parma, allarchitetto Franco Carpanelli e al professor Carlo Giuseppe Rossetti, del Dipartimento di Scienze della formazione e del territorio. È sceso in campo pure il grande medievalista Jacques Le Goff. Quattro anni fa si era fatto sentire, inviando una lettera al sindaco della città. La risposta dellamministrazione comunale di centrodestra fu quasi un insulto.