VENEZIA- «Labbiamo sempre detto, io e il sindaco, non da oggi: ci vuole programmazione nelle mostre. Altrimenti, questo è quello che succede», diceva profetico laltroieri Franco Miracco, portavoce di Galan. Succede insomma che in un insolito venerdì di gennaio Venezia viva gli ingorghi tipici di giugno o settembre. Ieri pomeriggio erano addirittura due le grandi mostre che si inauguravano contemporaneamente: «Roma e i Barbari» a Palazzo Grassi e «Lultimo Tiziano» allAccademia. Due mostre, due «vernici» completamente diverse: una con il pieno dì autorità (a Palazzo Grassi, in ununica foto ricordo cerano Galan, Cacciari e il Patriarca Scola, oltre a tre quarti della giunta comunale) laltra con qualche assessore mandato a fare presenza (allAccademia cerano Funari, la Zanella e la Miraglia). Per Cacciari e Galan si è trattato di un «ingorgo di eventi» (ma i due alle 18 erano insieme a Ca Farsetti). Per le Gallerie era impossibile inaugurare il primo febbraio come avrebbero voluto: «Il Kunst di Vienna - ha spiegato la Sovrintendente Giovanna Nepi Scirè - ha dettato i tempi, dopo non potevano. E noi eravamo legati a loro». Qualcuno, però, è riuscito a tenere il ritmo: oltre allassessore provinciale Funari (che ieri rappresentava Zoggia) anche le due assessore Luana Zanella e Anna Maria Miraglia, il Procuratore generale Ennio Fortuna. A Palazzo Grassi, un Patriarca entusiasta ha seguito la visita guidata dellex direttore Aillagon (dopo aver scritto anche un intervento nel catalogo della mostra) insieme a don Gianmatteo Caputo e mons. Mario Senigaglia, mentre Cacciari non ha mancato di mostrare la sua erudizione di fronte alle antiche iscrizioni, dichiarandosi più che soddisfatto: «E una bellissima mostra, con dei pezzi davvero straordinari. Inoltre è utile sul piano didattico e pedagogico. Avrà molto successo nelle scuole. Certo, è unesposizione impraticabile per un ente pubblico». Osservazione condivisa anche da Galan, che ha poi mostrato di apprezzare in particolare il senso della mostra: «E una sorprendente lezione che ci dice come da un miscuglio di culture e di tradizioni, un popolo non possa che arricchirsi». Accanto alle autorità, da Pinault si sono visti anche lo scrittore Alessandro Baricco, il presidente della Biennale Paolo Baratta, il direttore della Mostra del Cinema Marco Múller, il presidente del Casinò Mauro Pizzigati, il Soprindendente della Fenice Giampaolo Vianello, mentre per Tiziano, in un clima molto meno mondano e più professorale, alle Gallerie dellAccademia circa 300 ospiti, in gran parte del mondo accademico e culturale, hanno ascoltato una mini-conferenza.