La Biennale tra Mifed e Cinecittà Holding diventa una "sottiletta". Mentre il Comune di Venezia ha deciso ieri un Consiglio comunale straordinario per lunedì prossimo, dedicato proprio alla Biennale e al disegno di legge del ministro Urbani che ne minaccia l'autonomia e l'assemblea del personale della Società di Cultura lancia un appello a tutte le forze politiche e culturali per una mobilitazione contro questa riforma, a Roma e a Milano si lavora assiduamente per mettere l'istituzione culturale veneziana sotto tutela. Ne è un esempio la joint-venture con il Mifed il mercato internazionale del cinema e multimediale, che ha sede a Milano e Cinecittà Holding, pronta entro fine mese per occuparsi di mercato e promozione del cinema italiano. Il Mifed che non versa in buona salute dopo l'addio degli Americani che ormai puntano verso un'analoga manifestazione da loro lanciata a Los Angeles, nelle stesse date dell'evento milanese sarà ora assorbito dalla Fiera di Milano. Nella nuova società nata per promozionare il cinema italiano e per sviluppare anche da noi il mercato dei film, la Fiera di Milano avrà il 50 per cento delle quote, Cinecittà Holding il 40 per cento e la Biennale solo il 10, contando, evidentemente, come il due di coppe, anche se il presidente Franco Bernabè dovrebbe concordare entro pochi giorni con Pupi Avati, alla guida di Cinecittà Holding, il nome di chi presiederà la nuova creatura. Non ha, del resto, molta importanza, visto che l'amministratore delegato della nuova società a partecipazione pubblica sarà l'attuale direttore del Mifed Carlo Bassi, e il direttore generale sarà invece Giorgio Gosetti, l'attuale direttore di Italia Cinema, l'agenzia di promozione all'estero del nuovo cinema, che ora non serve più, visto che sarà attiva la nuova società, operativa già da gennaio, per essere presente al prossimo Festival di Berlino. La nuova società tra i 10 e i 13 milioni all'anno di budget, messi a metà da Fiera di Milano e Stato sfrutterà evidentemente l'effetto-vetrina della Mostra del Cinema di Venezia per cercare di mettersi in vista, con le sue divisioni. La prima si occuperà di mercato, attraverso il Mifed milanese e i Venice Screenings che si vorrebbe attuare al Lido già dal 2004. La seconda divisione si occuperà della promozione all'estero del cinema italiano. Il ruolo di Venezia, insomma, sarà quello di "mostrare le gambe" per attirare un po' di clienti. Sembrano, evidentemente, prove tecniche di quanto lo stesso ministro Urbani sta attuando con il suo disegno di legge sulla riforma della Biennale istituendo la famosa Consulta di controllo nonostante le modifiche in corso che sta attuando (che non dovrebbero essere, però sostanziali) dopo le polemiche, prima di inviare il testo alla Bicameralina presieduta dal senatore Cirami. Intanto, la città di Venezia prova a mobilitarsi. Il Consiglio comunalecome detto discuterà lunedì prossimo il progetto di riforma della Biennale del ministro Urbani, ma prima di allora ad occuparsi dell'argomento, con una serie di audizioni dei vari soggetti coinvolti, sarà la sesta commissione consiliare. E' quanto è stato stabilito ieri in una riunione dei capogruppo, dove si è discusso a lungo sulle preoccupazione emerse in questi giorni, e condivise da diverse parti politiche, che il progetto di riforma metta in discussione l'autonomia dell'istituzione veneziana. I capigruppo incontreranno i dipendenti della Biennale mercoledì mattina. Commissione e capigruppo chiederanno di sentire nei prossimi giorni anche i consiglieri di amministrazione della Società di cultura. Ieri l'assemblea del personale ha sottoscritto un appello affinchè «si attuino iniziative e mobilitazione per il blocco di un disegno che mina l'esistenza della Biennale privandola dell'autonomia culturale; la tutela della libertà di espressione artistico-culturale che non può essere soggiogata alla politica o a controlli incrociati di improbabili consulte; la verifica, anche sotto il profilo giuridico, circa la necessità e l'opportunità di mettere in atto una riforma che, a quattro anni dalla precedente, non migliora ma complica e aggrava ulteriormente i problemi evidenziatisi nello scorso quadriennio». Si vuole ora inondare di e-mail contro la riforma il sito del Ministero dei Beni Culturali, sperando che serva, in attesa che la prossima settimana si riunisca il Consiglio della Biennale.
Biennale stritolala nella joint venture
Il Comune di Venezia ha deciso di tenere un Consiglio comunale straordinario per lunedì prossimo per discutere della riforma della Biennale del cinema, minacciata dal ministro Urbani. La Biennale ha lanciato un appello a tutte le forze politiche e culturali per mobilitarsi contro la riforma. La Fiera di Milano e Cinecittà Holding stanno lavorando per occuparsi del mercato e della promozione del cinema italiano, con la Biennale che avrà solo il 10% delle quote. La nuova società, che sarà attiva da gennaio, avrà un budget di 10-13 milioni all'anno e si occuperà di mercato e promozione all'estero.
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