Le competenze del patrimonio storico-artistico delle province di Firenze (città esclusa), Prato e Pistoia passano alla Grifoni Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoanropologici per le province di Firenze, Prato e Pistoia addio. Il governo Prodi è caduto due giorni fa ma la riorganizzazione delle strutture periferiche del Ministero per i beni e le attività culturali non si ferma. E infatti si è svolta a Roma una riunione, cui hanno partecipato anche i sindacati, in cui il sottosegretario Marcucci ha presentato le novità del riordino. Tra queste c'è anche la soppressione della soprintendenza retta da Bruno Santi sin dal primo gennaio 2005. A dire il vero la responsabilità dei beni storico-artistici di Firenze città erano già passati al Polo museale fiorentino, retto da Cristina Acidini, lo scorso primo gennaio. Adesso i beni del territorio della provincia di Firenze e delle province (compresi i capoluoghi) di Prato e Pistoia passano nelle mani di Paola Grifoni, attuale soprintendente per i beni architettonici delle tre province suddette. «Sì, me l'hanno detto stamani (ieri per chi legge, ndr) - ha riferito la soprintendente - ma aspetto di saperne di più». Chi invece non sapeva niente è lo stesso Bruno Santi, ancora per poco soprintendente per i beni storico-artistici di Firenze e, ad interim, per Lucca. «Fino a poche ore fa ero a Budapest per l'inaugurazione della mostra sull'età dei Medici - ha detto - e la notizia l'apprendo da voi. A questo punto mi piacerebbe sapere due cose: in quale posto di lavoro trascorrerò i tredici mesi che mi separano dalla pensione e se mi lasciano l'interim di Lucca». Questo tipo di soprintendenza (che si occupa di palazzi e chiese ma anche dipinti e statue, tanto per fare un esempio chiarificatore) in gergo si chiama «mista» e in Toscana esiste già ad Arezzo, a Lucca (per Lucca e Massa Carrara) e a Pisa (per Pisa e Livorno). Adesso anche Firenze entra nella cerchia. Da aggiungere che, mentre per il resto d'Italia la direzione generale del Ministero ha previsto lo scorporo delle soprintendenze miste, la Toscana va nella direzione diametralmente opposta. Non solo. Come sottolinea una circolare della Uil diffusa ieri, «A Grosseto verrà istituita una sede distaccata che si occuperà dei problemi legati al territorio tra Livorno e Civitavecchia ed il lavoro di tale sede sarà monitorato dai Direttori Regionali di Toscana e Lazio, dalla Direzione Generale ai Beni Architettonici e Patrimonio nonché dai Soprintendenti di settore interessati». Quello di due giorni fa - tra il sottosegretario Marcucci, i dirigenti del Ministero e i sindacati - è stato un primo incontro. Tra qualche giorno le parti si incontreranno nuovamente (pare anche per parlare del riassetto dei Poli museali italiani) e scaturiranno delle novità. Come ha detto il sottosegretario Marcucci ieri mattina, aprendo la «VI Conferenza nazionale degli istituti culturali», «vogliamo fare presto la riorganizzazione periferica del Ministero perché appartiene all'ordinaria amministrazione, quindi rientra nelle nostre competenze. Come avevano promesso - ha proseguito Marcucci - prima della fine di gennaio vareremo i nuovi regolamenti per la Biblioteca Centrale Nazionale di Firenze e per l'Opificio delle Pietre Dure. Per quest'ultimo, proprio per la natura della sua operatività, è stato relativamente più semplice. Un po' meno per la Biblioteca». A proposito di Opificio, senza saperlo, una possibile risposta alla sopracitata domanda di Bruno Santi («se scompare la mia soprintendenza dove mi mandano?») l'aveva già data il sottosegretario Marcucci: «In vista delle nomine dei nuovi soprintendenti - ha detto - io punto su Bruno Santi. È un'ipotesi su cui stiamo lavorando». Il suo possibile incarico alla guida dell'Opificio rimescolerebbe le carte e gelerebbe le speranze dei tre «candidati» più accreditati: i toscani Isabella Lapi e Mario Scalini, e il pugliese Fabrizio Vona. Vedremo.