«Il soprintendente torna al centro della tutela del paesaggio. Il suo parere diventa, infatti, sempre vincolante in merito all'istanza di autorizzazione paesaggistica, così come nei casi di installazione di cartelloni pubblicitari o quando si tratta di decidere i colori delle facciate delle case in realtà particolari, come i centri storici e le zone panoramiche. È il risultato del decreto legislativo approntato dai Beni culturali e approvato ieri in prima lettura dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento (anticipato dal Sole 24 Ore del 26 novembre scorso) dovrà ora essere esaminato dalle commissioni parlamentari competenti e dovrà ricevere il parere anche della Stato-Regioni per poi ritornare a Palazzo Chigi per il sì definitivo. Passaggi che dovranno avvenire entro il 1 maggio prossimo, data in cui scade la delega affiliata al Governo dalla legge 137 del 2002 per intervenire sulla materia. Il decreto legislativo approvato ieri apporta modifiche a tutto il Codice dei beni culturali (Dlgs 42 del 2004) e dunque anche alla parte relativa al patrimonio culturale. Ma i ritocchi più consistenti e di maggior impatto sono quelli che interessano il paesaggio. Sono, d'altra parte, quelli voluti dal ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, che fin dall'inizio del mandato ha lanciato una campagna contro gli eco-mostri e il degrado del Belpaese. In quest'ottica, lo Stato recupera terreno sul piano della tutela, erodendolo alle Regioni, che infatti non hanno salutato con favore le novità. Per esempio, sulla pianificazione paesaggistica Roma prima aveva un ruolo residuale perché poteva essere eventualmente chiamata in causa dalle Regioni, mentre ora centro e periferia sono sullo stesso piano. E questo anche in virtù di ciò che ha detto la Corte costituzionale con la sentenza 367 del 2007, con la quale è stata restituita assoluta centralità allo Stato nella difesa del paesaggio. Delle parole della Consulta c'è eco soprattutto nell'articolo 131 del Codice, così come modificato dal decreto approvato ieri, che recita: «Le norme di tutela del paesaggio, la cui definizione spetta in via esclusiva allo Stato, costituiscono un limite all'esercizio delle funzioni regionali in materia di governo e fruizione del territorio».
Corretto il Codice dei beni culturali. Sul paesaggio la parola allo Stato
Il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, ha lanciato una campagna contro gli eco-mostri e il degrado del paesaggio. Il governo ha approvato un decreto legislativo che modifica il Codice dei beni culturali e dà maggiore centralità allo Stato nella tutela del paesaggio. Il provvedimento rende il parere del soprintendente vincolante per l'autorizzazione paesaggistica e per l'installazione di cartelloni pubblicitari. Il decreto dovrà essere esaminato dalle commissioni parlamentari e ricevere il parere della Stato-Regioni prima di essere approvato. La modifica del Codice dei beni culturali è stata voluta da Rutelli per recuperare terreno sul piano della tutela del paesaggio, erodendo le competenze delle Regioni.
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