Quadri e sculture come beni rifugio. Alla Fiera di Bologna scommesse e sfide del nuovo mercato Nell'arte contemporanea con un cent puoi diventare Paperone»: è uno degli slogan di Arte Fiera, la kermesse che apre oggi al pubblico. E gli organizzatori della manifestazione che vedrà fino a lunedì nei padiglioni di Bologna Fiere (l'ente presieduto da Luca di Montezemolo, che ieri ha fatto gli onori di casa alla vernice) oltre 200 gallerie citano ad esempio Damien Hirst, Jeff Koons e Peter Doig. «Chi ben consigliato da galleristi influenti - spiega Silvia Evangelisti, direttrice della fiera - ha saputo puntare sull'artista giusto, oggi possiede una fortuna». Basti ricordare che a novembre Hanging Heart, un grande cuore appeso di Jeff Koons, all'asta newyorchese di Sotheby's ha raggiunto i 14 milioni di euro. Più o meno la stessa quotazione di Lulla-by Spring, un armadietto di medicinali di Damien Hirst, da Sotheby's a Londra nel giugno scorso. Ancora distanti peraltro dal padre della Pop Art, Andy Warhol, che ha sfiorato l'anno scorso con il suo Green Car Crash i 43 milioni di euro. Così in un momento in cui le Borse colano a picco, l'arte diventa un'ancora di salvataggio per chi cerca beni rifugio. Anche in questo settore non manca il timore di una bolla che possa sgonfiarsi facendo crollare certe quotazioni, ma chi sappia investire sui nomi giusti, accontentandosi di più miti guadagni, può ottenere soddisfazioni che la Borsa oggi non sembra in grado di dare. Per questo Bologna diventa un luogo di osservazione privilegiato. «Noi puntiamo - spiega ancora la Evangelisti - soprattutto sul made in Italy, che appare in ottima salute e nell'ultimo triennio si è fortemente rafforzato anche in ambito internazionale». La triade di artisti italiani consacrati dalle aste è formata da Lucio Fontana, Piero Manzoni e Alberto Burri. Nei prossimi giorni da Christie's a Londra sarà battuto un grande taglio su fondo rosso dedicato da Fontana alla moglie (per questo è soprannominato la Teresita) partendo da una base di oltre 4,9 milioni di euro. Gli Achrome di Manzoni hanno superato i 3 milioni, mentre un Sacco Rosso del '59 di Burri, che pure è considerato più «difficile» ed elitario, ha spuntato un anno fa da Christie's oltre 2,8 milioni di euro. In ascesa altri nomi come Pino Pascali o Salvatore Scarpitta, alcune opere del primo hanno superato il milione di euro, il secondo si attesta oltre i 400 mila. Intorno a questa cifra anche il maestro dei decollages, Mimmo Rotella. Ben rappresentati negli stand di Arte Fiera sono i due principali movimenti del dopoguerra nostrano: Arte Povera e Transavanguardia. Soprattutto il primo sembra in grado di dare buone soddisfazioni: i lavori storici di Pistoletto, Merz, Kounellis valgono parecchie centinaia di migliaia di euro. Boetti è ancora sull'onda lunga di una recente riscoperta che ha portato ad esempio alcune sue Mappe oltre i 700 mila euro. Ma l'artista del momento sembra Penone, non solo per la recente presenza alla Biennale di Venezia e per l'imminente mostra a Villa Medici: le sue opere intorno ai 70-80 mila euro sembrano sul punto di salire. Un «outsider» in attesa di rivalutazione è anche Luigi Ontani: in occasione di Arte Fiera il Mambo di Bologna dedica al maestro del «trasformismo» una grande retrospettiva. Oggi i suoi lavori spaziano tra i 15 e i 150 mila euro. Una scommessa, sempre sul mercato italiano, questa volta del primo Novecento, si può fare sui Futuristi. Nel 2009 si celebra il centenario del movimento e le quotazioni di Boccioni, Balla C, sembrano destinate a salire. Un Velocità d' automobili - Luci di Balla (al quale Milano sta per dedicare una grande mostra) ha raggiunto nel maggio scorso da Sotheby's a New York i 3,9 milioni di dollari. Un'altra scommessa può riguardare i nuovi artisti cinesi, alcuni dei quali, come Zhang Xiaogang. valgono già alcuni milioni di euro. A investire cifre con questi zeri possono essere solo grandi collezionisti, musei o istituzioni bancarie. Ma chi ha un portafoglio meno pingue cosa può fare? «Dare attenzione ai fermenti della giovane arte italiana, che appare sottovalutata rispetto ai fenomeni inglesi o tedeschi», è la risposta della Evangelisti. Dalla pittura al video, dalla scultura alla fotografia, negli stand di Arte Fiera si trovano lavori di artisti come Èva Marisaldi o Loris Cecchini, Riccardo Previdi e Luca Francesconi, Stefania Calegati o Paolo Grassino, tutti con quotazioni al di sotto dei 15 mila euro. Tra loro potrebbe esserci il nuovo Cattelan o il nuovo Vezzoli, l'astro nascente dell'arte italiana a livello internazionale, star con Penone, del Padiglione italiano all'ultima Biennale. L'anno scorso i visitatori di Arte Fiera sono stati quasi 50 mila. Quest' anno, nelle aspettative degli organizzatori, gli aspiranti Paperoni dovrebbero essere più numerosi.