Esultano ambientalisti e sinistra radicale. Il sindaco: "Un parere, opposto al nostro" E' arrivata in Comune con mezz'ora di ritardo, ma per Paolo Hutter (comitato «Non grattiamo il cielo di Torino») e i consiglieri della sinistra radicale (tanto scettici su una città costellata da «svettanti e arroganti» torri) mai attesa fu meglio ripagata. Il personaggio in questione è Liliana Pittarello, direttrice regionale ai Beni culturali, alla quale il ministero ha affidato la tutela del paesaggio piemontese. Ieri alle 16 l'esperta è stata convocata dalle commissioni Urbanistica e Ambiente in seduta congiunta, per un'attesissima opinione sui grattacieli in corso d'opera - per ora limitata alle simulazioni via computer - sul territorio di Torino: quattro, per la precisione, così come da licenza del piano regolatore, a partire dalla torre firmata Intesa-Sanpaolo e realizzata dalla sapiente mano di Renzo Piano. All'inizio l'esperta l'ha presa un po' alla larga proiettando sul muro della Sala dell'Orologio le diapositive di Augusta Taurinorum, ma, nel giro di cinque minuti, ha distillato una premessa buona per scatenare il sorriso di Paolo Hutter e spegnere quello dell'assessore Mario Viano: «Torino non è Milano, è una città con un disegno, che deve rispondere a vincoli precisi come quelli che proteggono i viali, il fiume e la collina. E poi non siamo in America dove i grattacieli se son brutti li tirano giù. Sbaglia chi dice che bisogna agire con coraggio. Qui non è questione di avere coraggio, bisogna avere un progetto». L'affondo arrivato di lì a poco: «Stimo molto l'architetto Piano, mi ha addirittura invitato alla sua audizione, ma purtroppo ho ricevuto il messaggio in ritardo. Lo so, lui dice che la sua creatura sarà leggera, trasparente e avrà un impatto leggero sulla città. Ma è evidente che ne parla così: prima di tutto è una sua creazione, non potrebbe fare diversamente». E ancora: «Noi invece dovremo preoccuparci di quel paesaggio che vedranno non solo i nostri figli, ma i nipoti dei nostri nipoti. Si tratta di una decisione importante che va presa valutando ogni dettaglio. Chiederemo al più presto la formalizzazione di un tavolo che veda coinvolte le istituzioni, in particolare il Comune, la Regione oltre alla direzione regionale per i Beni paesaggistici e culturali del Piemonte». Traduzione: il via libera della Soprintendenza sui grattacieli per il momento non c'è. Subito dopo ha preso la parola l'assessore all'Urbanistica Mario Viano: «Non dimentichiamo che una grande gruppo bancario vuole, attraverso questo grattacielo, investire su Torino e che questo progetto è previsto dal piano regolatore». Bene, a questo punto quali conclusioni trarre? Mentre il sindaco Chiamparino, raggiunto a Roma dalla notizia, dichiara che si tratta di un parere autorevole, diverso da quello della giunta e che comunque non pregiudica un «avanti tutta» dell'opera, la sinistra radicale esulta: «Siamo soddisfatti di avere preteso un approfondimento dell'impatto del grattacielo Intesa San Paolo sia dal punto di vista economico sia paesaggistico. In queste audizioni infatti è emerso come le nostre perplessità siano del tutto fondate». Sinistra democratica, Rifondazione e Pdci chiedono che «prima di decidere si attendano i risultati del lavoro istruttorio della responsabile del paesaggio Pittarello: perché soltanto con i dati tecnici, finora inesistenti, sarà possibile assumere una decisione politica consapevole».