Larte invade i palazzi e fa le ore piccole in centro A mezzanotte fuochi dartificio in piazza il pane e le rose In molti luoghi si farà musica e in altrettanti sarà offerto un buffet Larte esce dalla Fiera ed invade i palazzi e i cortili del centro storico, facendo fare le ore piccole ai musei civici e universitari, alle gallerie darte e ai negozi (quelli di Galleria Cavour) che rimarranno aperti fino a mezzanotte, quando il crescentone di Piazza Maggiore esploderà in una festa di coloratissimi fuochi dartificio. È «La notte che cambia colore», il percorso di eventi artistici, ma anche musicali e persino goderecci (in molte delle location sarà offerto un brindisi e qualcosa da mangiare) che dalle otto di questa sera attenderanno i bolognesi e i visitatori di Arte Fiera. Il percorso di installazioni realizzato da Bologna Art First con il concorso delle gallerie che espongono in Fiera, inaugurato giovedì scorso, mischia artisti meno noti ad altri già affermati. «Il filo conduttore è linteresse, la qualità del lavoro, non la notorietà», spiega Silvia Evangelisti, curatrice di ArteFiera. Partiamo allora da Piazza Maggiore dove nel cortile di Palazzo dAccursio espongono due maestri dellarte contemporanea, ovvero Fabrizio Plessi e Arnaldo Pomodoro. E un giovane artista, invece, quello ospitato allinterno della Cappella di Palazzo Re Enzo, la stessa affrescata da David Tremlett. Il suo nome è Luigi Presicce e casualmente la sua installazione gioca con il significato del luogo. In questa cappella, infatti, venivano condotti per lultima preghiera i condannati a morti e Presicce ha collocato qui una forca dove il cappio è stato sostituito con unaltalena. Purtroppo la vetrata della Cappella è stata vandalizzata, e il vetro ieri era ancora infranto. Quattro passi e si arriva al Museo Archelogico dove oltre alla mostra «Libri e documenti. Arte Povera 1966-1980» si possono visitare le installazioni di Nanni Valentini e Andrea Santarlasci; la prima è una terracotta di questo artista scomparso giovane e che fu allievo di Fontana, la seconda è una realizzazione molto scenografica, un ribaltamento del cielo con la terra. Nel salotto buono di Bologna, vale a dire Galleria Cavour dove i negozi rimarranno aperti fino a mezzanotte, ad attendere i visitatori cè una sorta di cenacolo. Sono tre Grazie, sedute attorno ad un piedistallo, il tutto in resina nera e lucidissima; su di loro pende un gigantesco lampadario. Lopera è a firma di Kavin Francis Grai. Vittorio Corsini dedica invece la sua installazione collocata al Museo della Sanità in via Clavature al colloquio delle religioni tracciando la pianta di un luogo di culto mischiando quella di una moschea e quella di una sinagoga. Nel cortile dellArchiginnasio è sistemata la «scacchiera» di Herbert Hamak, mentre al Museo della Musica in Strada Maggiore le porte si aprono ancora una volta ad una giovane artista, la scultrice Antonella Zazzera. I Musei Universitari di Palazzo Poggi, che già da soli valgono una visita, sono la sede di un grande dipinto di Cristiano Pintaldi, una tela di otto metri per uno e mezzo di altezza, dove lartista, giocando con il linguaggio dei pixel, fa omaggio al Kubrick di «Eyes Wide Shut». Al buio di una stanza dei musei di via Zamboni Alessandro Luppi ha trovato invece spazio per un grande letto ottocentesco su cui un intreccio di fili e un gioco di luci danno lillusione di un corpo che giace. Il percorso si chiude al Museo Medioevale con lopera di Alex Pinna e a Palazzo Sanuti Bevilacqua con le foto di Roberto De Paolis. Rimarrà fino a febbraio in aeroporto linstallazione fatta di ombrelli che piovono dal cielo; è un lavoro di Paolo Bertocchi e Vanessa Chimera, artisti bolognesi trapiantati a New York e riportati in città da una galleria newyorkese. Dalle 20 a mezzanotte, infine, le guide darte conducono ogni mezzora le visite guidate al palazzo della Mercanzia, nella piazza omonima, e alla Sede dellAscom (Strada Maggiore 23). A seguire, light buffet. LEVENTO Per il terzo anno consecutivo la Fondazione Carisbo mostra il mosaico del suo patrimonio Alla scoperta dei sette tesori Da San Colombano a Santa Cristina, Bologna si rivela la musica A Palazzo Mengoni tre grandi macchine musicali FRANCESCA PARISINI Per il terzo anno consecutivo il futuro Museo della Città in via di costruzione per iniziativa della Fondazione Carisbo mostra ai bolognesi pezzi del suo patrimonio e dei suoi spazi con liniziativa «Bologna si rivela» che oggi (dalle 19.30 alle 24) e domani (dalle 17.30 alle 23) propone un percorso in sette tappe: Casa Saraceni (via Farini 15), il portico di Palazzo Mengoni (via Farini 22), San Giorgio in Poggiale (via Nazario Sauro 22), la Chiesa di Santa Cristina (piazzetta Morandi), la Chiesa e lOratorio di San Colombano (via Parigi 1-3), il Santuario di Santa Maria della Vita (via Clavature 8) e San Michele in Bosco, aperto solo domani dalle 13 alle 23 per visite guidate alla biblioteca, allo Studio Putti, al chiostro ottagonale, alla Sala Vasari, mentre in chiesa si alterneranno concerti per organo. Il complesso monumentale del Rizzoli è stata infatti recentemente dato in concessione alla Fondazione per i prossimi trentanni. Chi voglia seguire litinerario, può cominciare da Palazzo Mengoni dove oggi alle 19.30 prende il via lo spettacolo di Antonio Fava e Ars Comica. A seguire, il portico delledificio si animerà con la musica sprigionata da tre grandi macchine musicali. Dallaltra parte della strada, ovvero a Palazzo Saraceni, cè la mostra «La musica che cammina» che propone una parte di una nuova acquisizione della Fondazione Carisbo: è la Collezione Marini, ovvero poco meno di 400 macchine da musica appartenute ad un imprenditore romagnolo. A fare da contorno a questi strumenti sono alcune opere in possesso della Fondazione e dedicate al tema della musica. Il percorso prende le mosse dal XVII secolo con le incisioni del Mitelli fino ad approdare ai disegni di Alessandro Cervellati, del periodo che va dal 1940 al 1972. Il Santuario della Vita propone invece uno dei tesori artistici della città, il Compianto di Niccolò DellArca, in una nuova veste grazie a una scenografia acustica e luminosa curata dai designer di Studio Azzurro. A partire dalle 19.30 saranno qui ospitati concerti dorgano eseguiti da Andrea Macinanti, Olimpio Medori, Michele Vannelli e Sara Bonetti. Il clavicembalo e le musiche di Bach sono invece i protagonisti dellappuntamento in San Colombano dove, per loccasione, si potranno visitare la cripta scoperta durante gli scavi compiuti nel corso del restauro della chiesa. Duranti i lavori è apparso anche un affresco duecentesco di notevole pregio; si tratta di un Crocifisso con due dolenti, San Giovanni e Maria, ancora allo studio degli esperti. I concerti saranno eseguiti da Nicole Hostettler. Cambio di scenario in San Giorgio in Poggiale che da spazio invece allarte contemporanea con il ciclo di «Cattedrali» di Piero Pizzi Cannella. Lo spazio di San Giorgio in Poggiale sarà il primo dei contenitori del Museo della Città ad essere inaugurato, presumibilmente a fine 2008. Si chiude in Santa Cristina. A farla da padrone questa sera sarà un grammofono e un concerto di luci che per scenografia avranno altre macchine della Collezione Marini. Da appuntarsi infine per domani lorario di due conferenze: la prima alle 12 ricorda Dino Gavina (a Casa Saraceni), la seconda alle 19 è dedicata la tema della musica riprodotta e vede la partecipazione di Philippe Daverio, curatore dellintera rassegna, Manfred Eicher, Luigi Gerli e Christophe Daverio (in Santa Cristina).