IL SITO Su Internet ci si divide sullecomostro Chi ha detto che lurbanistica è una scienza fredda? Sul sito di Repubblica Bologna, http:bologna.repubblica.it, il dibattito è infuocato. Nelle pagine dove ognuno può denunciare «lecomostro della porta accanto», anche attraverso foto e filmati, i lettori si scagliano contro le grandi opere in costruzione a Bologna, o li difendono in nome della modernità. Gli esempi di Porta Europa, edificio in costruzione a cavallo di via Stalingrado, e della torre direzionale di via Larga che sarà il grattacielo più alto dellEmilia Romagna, sono solo linizio del discorso. Ci sono i nostalgici, che notano il paradosso di «grandi centri direzionali sorti di fianco alle macerie spente o fumanti della grande industria bolognese», gli ironici come «unavocecontro» che ricorda una precedente costruzione dellarchitetto Masi, autore di Porta Europa, ribattezzata per limponenza «Camillo Benso conte di Cavour». Gli arrabbiati, che protestano contro Unipol, committente dei due progetti, dicendo «ci ha già affibbiato due sarcofagi neri per i suoi uffici, ora anche questi», e i propositivi che dichiarano: «parteciperò ad ogni iniziativa pubblica contro gli ecomostri». Più pacati i difensori del moderno che dicono: «finalmente qualcosa di nuovo a Bologna, dopo tanti anni». Il dibattito è aperto, la sfida anche: armarsi di macchina fotografica e immortalare lecomostro della porta accanto, il sito di Repubblica Bologna è pronto ad accogliere segnalazioni. Per alzare una volta gli occhi dalle buche sul selciato e guardare la forma che prenderà la città nei prossimi anni, perché anche dalla forma, dalla densità, dalla disposizione degli edifici dipende quella che viene definita «qualità della vita». (e.c.)
BOLOGNA - "Porta Europa è qualcosa di nuovo dopo tanti anni". "Parteciperò a qualsiasi iniziativa contro"
Il sito di Repubblica Bologna ha lanciato un dibattito su Internet sul tema delle "ecomostre" a Bologna. I lettori si scagliano contro le grandi opere in costruzione, come Porta Europa e la torre direzionale di via Larga, o le difendono in nome della modernità. I nostalgici lamentano la perdita dell'industria bolognese, gli ironici ricordano una precedente costruzione dell'architetto Masi, gli arrabbiati protestano contro Unipol, committente dei progetti, e i difensori del moderno vedono un'opportunità per una nuova forma di città. Il sito di Repubblica Bologna accoglie segnalazioni per immortalare le "ecomostre" della porta accanto.
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