urbanista Cervellati contrario alla mega torre alta 125 metri che sorgerà alle Roveri mattioli "Ma non è obbligatorio fare di questi luoghi un dormitorio" larchitetto "Non si fa tessuto urbano coi primati che durano un solo giorno" «I GRATTACIELI sono solo paraventi per nascondere il declino della città. Non è con gli edifici singoli e isolati, con i primati che durano lo spazio di un mattino, che si fa un tessuto urbano». Così larchitetto Pier Luigi Cervellati, esperto di urbanistica e consulente per il Piano paesistico della Regione, attacca il gigante di via Larga, il grattacielo più alto dellEmilia Romagna, progettato dallo studio Open Project, porta dingresso alta 125 metri alla zona Roveri. Una parte del quartiere San Vitale a ridosso della tangenziale dal disegno incerto, con il nuovo edifico a torre che ospiterà uffici del gruppo Unipol a proiettare la sua ombra su un grande centro commerciale, un quartiere residenziale, industrie. Elementi isolati anche se vicini, con funzioni che non si integrano tra loro. «Il triangolo su cui sorge il grattacielo è "transitato" da un prg allaltro come ex zona industriale - racconta larchitetto Giancarlo Mattioli, responsabile del Comune per lattuazione del Prg del 1985, che prima di andare in pensione si è occupato del comparto residenziale alle spalle grattacielo che sorgerà entro il 2010 - per quanto riguarda le case, in quellarea 40 anni fa doveva sorgere il parco dellauto». Oggi nei palazzi costruiti a partire dalla fine degli anni '80 abitano 2.500 persone, ma non è cresciuto un vero e proprio tessuto urbano. «Non è obbligatorio fare di questi luoghi un dormitorio, allinizio dovevano esserci i negozi sotto le case - insiste Mattioli - ma queste attività vennero concentrate nel centro commerciale. Nuovi negozi non sarebbero sopravvissuti». Fino a portare allassenza di pianificazione urbanistica denunciata da Cervellati. «Si cerca di risolvere la città con larchitettura contemporanea - denuncia lurbanista - un ritorno di fiamma del grattacielo. Ma è una mistificazione il tentativo di barattare gli edifici con il disegno urbano. Lesempio più antico del grattacielo è la torre di Babele. Come nella Bibbia si racconta di una dispersione di coloro che cercavano di raggiungere il cielo con i mattoni, così Bologna, priva di disegno, si sparpaglia nel territorio allinfinito». Intanto per rimediare allassenza di servizi, collocati oltre la tangenziale, il quartiere ha in progetto entro il 2009 di riqualificare il vicino Parco Tanara. Un vigneto da recuperare, due case coloniche per attività di danza e spettacolo e per un centro sociale, un sottopasso ciclabile per attraversare la tangenziale. Si inaugurerà così la prima bocciofila per appassionati di architettura contemporanea, residenti alle Roveri ma con il cuore in Dubai, patria dei grattacieli di ultima generazione.
BOLOGNA - "I grattacieli sono solo paraventi per nascondere il degrado"
Larchitetto Pier Luigi Cervellati attacca il grattacielo più alto dellEmilia Romagna, progettato dallo studio Open Project, porta dingresso alta 125 metri alla zona Roveri. Cervellati sostiene che il grattacielo non fa un tessuto urbano, ma piuttosto un "dormitorio" con elementi isolati. Larchitetto Giancarlo Mattioli, responsabile del Comune per lattuazione del Prg del 1985, concorda che il quartiere alle spalle del grattacielo non è cresciuto un vero e proprio tessuto urbano. Mattioli denuncia che la pianificazione urbanistica non ha risolto il problema della città, ma piuttosto ha cercato di risolvere la città con larchitettura contemporanea.
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