Estesa la protezione finora riservata a pochi capolavori ROMA - Dal turismo allagricoltura di qualità, dal made in Italy di successo fino alle strutture di ricerca avanzate, buona parte della nostra economia ruota attorno al paesaggio. Eppure finora questo elemento essenziale del marchio Italia godeva di una protezione debole, derivata solo dal riconoscimento riservato a pochi capolavori dellarte e della natura. Adesso si cambia. Con il decreto varato ieri dal Consiglio dei ministri, la tutela viene rafforzata tenendo anche conto della sentenza del 14 novembre scorso con cui la Corte Costituzionale ribadisce limportanza del paesaggio come valore «primario e assoluto». Il principio di base che viene accolto è il riconoscimento del significato complessivo dei luoghi che sono stati difesi dalla brutalità di alcune trasformazioni avviate a partire dal dopoguerra: un concetto espresso anche dalla Convenzione europea ratificata nel 2004. E per andare in questa direzione il decreto stabilisce quattro innovazioni. La partecipazione obbligatoria da parte del ministero dei Beni culturali «alla elaborazione congiunta con le Regioni di quelle parti del piano che riguardano beni paesaggistici». La salvaguardia del «patrimonio culturale immobiliare di proprietà pubblica nellipotesi di dismissione», in modo da scongiurare lipotesi di nuovi tentativi di liquidazione dei gioielli di famiglia per fare cassa. La semplificazione e laccelerazione dei procedimenti amministrativi per i pareri richiesti alle sovrintendenze. Listituzione di una struttura tecnica, presso il ministero dei Beni culturali, per labbattimento degli ecomostri. Il provvedimento è stato accolto con sollievo da tutto il fronte ambientalista. Per Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera, «è uno strumento importante per garantire lintegrità del territorio dalle speculazioni, dallabusivismo edilizio, dal degrado e dallabbandono rilanciando il nostro patrimonio artistico come volano per leconomia». Per la senatrice verde Loredana De Petris «è una svolta decisiva per superare la separazione tra paesaggio e urbanistica che è alla radice dei mali che, da decenni, si sono riversati sui beni paesaggistici italiani». Per Francesco Ferrante, senatore del Pd, «si mette il territorio al riparo dalle insidie e dagli attacchi a cui era stato esposto dal governo di centrodestra».
CODICE Più vincoli al paesaggio varata la legge di tutela
Il Consiglio dei ministri ha varato un decreto che rafforza la protezione del paesaggio in Italia. Il provvedimento è stato accolto con sollievo da tutto il fronte ambientalista. Il decreto stabilisce quattro innovazioni: la partecipazione obbligatoria del ministero dei Beni culturali alle Regioni nella elaborazione del piano paesaggistico, la salvaguardia del patrimonio culturale immobiliare di proprietà pubblica, la semplificazione e acelerazione dei procedimenti amministrativi per i pareri alle sovrintendenze e listituzione di una struttura tecnica per labbattimento degli ecomostri.
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